Mi piacerebbe essere gioiosa e dimentica di
tante brutture che ci assillano, ma credetemi,
mi riesce difficile. Il Natale dovrebbe essere
per tutti noi, messaggero di speranza in un
mondo migliore e di pace. Purtroppo però
è segnato dal condizionale “dovrebbe”.
Dovrebbe, ma non è. Stretti nel vortice
del consumismo, dimentichiamo facilmente il
profondo significato insito nella nascita
di Gesù Salvatore, che passa in secondo
piano rispetto all’accaparramento di
regalini da mettere sotto l’albero.
Certo, in questo particolare periodo dell’anno
ci sentiamo migliori, più disponibili
verso gli altri, anche più generosi.
Ci prefiggiamo tanti buoni propositi per l’anno
a venire… salvo poi dimenticarli, quando,
finite le feste, torneremo alla nostra quotidianità.
Non è pessimismo il mio, ma piuttosto
una constatazione che mi mette un po’
di tristezza perché ritengo che sia
un gran peccato non riuscire a fermarci un
po’ e guardarci dentro per comprendere
cosa vogliamo davvero dalla vita, quali sono
le nostre priorità, cosa ci aspettiamo
dagli altri e cosa siamo disposti a sacrificare
per loro.
La perdita di un grande amico che mi ha segnato
profondamente e l’esperienza dei miei
54 anni, vissuti pienamente, sempre in mezzo
alla gente, pronta a mettermi in giuoco, a
lottare per ciò in cui credo, a gioire
delle mie vittorie ed a soffrire delle mie
sconfitte, ma sempre a testa alta, orgogliosa
di non avere mai chiesto o preteso nulla da
nessuno, e fiera di non avere mai barattato
la mia libertà di pensiero per nulla
al mondo, me ne hanno dato conferma ed impongono,
almeno a me, di mettermi in discussione.
Cari amici la vita è un dono tanto
prezioso quanto fragile: oggi c’è…
ma domani? Chi lo sa!
Allora, cerchiamo di bandire dal nostro linguaggio
l’espressione “non ho tempo”,
fermiamoci un po’ e godiamocela pienamente,
mettendo al primo posto le cose davvero importanti
che per i nostri impegni, spesso facciamo
passare in secondo ordine.
Detto questo, voglio formularvi degli auguri
sentiti e speciali che vanno bene tutto l’anno
e che, personalmente, mi aiutano a vivere
meglio.
Amici cari, siamo sempre noi stessi nel nostro
posto di lavoro, quando siamo in compagnia
delle persone care, degli amici e di quelle
che non conosciamo.
Siamo sempre umili con i deboli ed energici
con i forti.
Non rinunciamo mai alla nostra libertà
di pensiero e non tappiamoci gli occhi, le
orecchie e la bocca davanti alle ingiustizie.
E’ meglio essere odiati dai potenti,
pochi, ma amati e rispettati da chi, la maggior
parte, non ha voce e confida in noi.
Non cerchiamo lontano il nostro prossimo.
Spesso presi dal tran tran quotidiano non
ci accorgiamo che può essere all’interno
della nostra famiglia, può avere le
sembianze del nostro vicino di casa, di un
parente noioso ma solo, di un immigrato che
chiede di essere trattato con umanità.
Con questi sentimenti, auguro a tutti voi
un felice e sereno Natale
Noto
11 dicembre 2007 |