"E' bello vivere perchè vivere è cominciare sempre...ad ogni istante!" Cesare Pavese

 

Amenità

Uno scritto di Cetty sempre attuale

Mi piacerebbe essere gioiosa e dimentica di tante brutture che ci assillano, ma credetemi, mi riesce difficile. Il Natale dovrebbe essere per tutti noi, messaggero di speranza in un mondo migliore e di pace. Purtroppo però è segnato dal condizionale “dovrebbe”. Dovrebbe, ma non è. Stretti nel vortice del consumismo, dimentichiamo facilmente il profondo significato insito nella nascita di Gesù Salvatore, che passa in secondo piano rispetto all’accaparramento di regalini da mettere sotto l’albero.
Certo, in questo particolare periodo dell’anno ci sentiamo migliori, più disponibili verso gli altri, anche più generosi. Ci prefiggiamo tanti buoni propositi per l’anno a venire… salvo poi dimenticarli, quando, finite le feste, torneremo alla nostra quotidianità.
Non è pessimismo il mio, ma piuttosto una constatazione che mi mette un po’ di tristezza perché ritengo che sia un gran peccato non riuscire a fermarci un po’ e guardarci dentro per comprendere cosa vogliamo davvero dalla vita, quali sono le nostre priorità, cosa ci aspettiamo dagli altri e cosa siamo disposti a sacrificare per loro.
La perdita di un grande amico che mi ha segnato profondamente e l’esperienza dei miei 56 anni, vissuti pienamente, sempre in mezzo alla gente, pronta a mettermi in giuoco, a lottare per ciò in cui credo, a gioire delle mie vittorie ed a soffrire delle mie sconfitte, ma sempre a testa alta, orgogliosa di non avere mai chiesto o preteso nulla da nessuno, e fiera di non avere mai barattato la mia libertà di pensiero per nulla al mondo, me ne hanno dato conferma ed impongono, almeno a me, di mettermi in discussione.
Cari amici la vita è un dono tanto prezioso quanto fragile: oggi c’è… ma domani? Chi lo sa!
Allora, cerchiamo di bandire dal nostro linguaggio l’espressione “non ho tempo”, fermiamoci un po’ e godiamocela pienamente, mettendo al primo posto le cose davvero importanti che per i nostri impegni, spesso facciamo passare in secondo ordine.
Detto questo, voglio formularvi degli auguri sentiti e speciali che vanno bene tutto l’anno e che, personalmente, mi aiutano a vivere meglio.
Amici cari, siamo sempre noi stessi nel nostro posto di lavoro, quando siamo in compagnia delle persone care, degli amici e di quelle che non conosciamo.
Siamo sempre umili con i deboli ed energici con i forti.
Non rinunciamo mai alla nostra libertà di pensiero e non tappiamoci gli occhi, le orecchie e la bocca davanti alle ingiustizie. E’ meglio essere odiati dai potenti, pochi, ma amati e rispettati da chi, la maggior parte, non ha voce e confida in noi.
Non cerchiamo lontano il nostro prossimo.
Spesso presi dal tran tran quotidiano non ci accorgiamo che può essere all’interno della nostra famiglia, può avere le sembianze del nostro vicino di casa, di un parente noioso ma solo, di un immigrato che chiede di essere trattato con umanità.
Con questi sentimenti, auguro a tutti voi un felice e sereno Natale

Noto, 23 dicembre 2009