"Affogò perchè si vergognava a gridare aiuto" M. Marchesi

 

Amenità

"Il più bello dei mari"

Soffiano venti di guerra; c'è nuovamente gelo sulle riforme istituzionali; imperversano i contrasti all'interno della Sinistra per via del cosiddetto "Cofferatismo" che però, volente o nolente, sta costringendo i quadri dirigenti a darsi una mossa. Anche a livello locale l'anno è iniziato all'insegna di roventi polemiche e verrebbe voglia di gridare con Mafalda" Fermate il mondo, voglio scendere". Purtroppo non si può, così, tanto per addolcirci, ho pensato di dividere con voi il mio specialissimo regalo di Natale. L'ho trovato sotto l'albero insieme ad altri doni che però non mi hanno commosso come questo, facendomi rafforzare nella convinzione che la nostra vera nemica è l'aridità di cuore. Brevissimo antefatto: Alcuni giorni prima di Natale sfogliando un vecchio album di fotografie, me ne è capitata fra le mani una del 1974.

Eravamo a Roma e la foto ci fu scattata da un fotografo "per turisti". Guardandola a distanza di 29 anni, sono stata percorsa da un brivido non potendo fare a meno di ricordare uno dei periodi più neri della mia vita che grazie a Dio e.. a Roberto sono riuscita a superare. Rimesso tutto a posto, non me ne sarei più ricordata se sotto l'albero non avessi trovato un cartoncino con una poesia di Nazim Hikmet corredata da due foto: quella di cui ho appena parlato ed un'altra incredibilmente simile scattata alcune settimane fa in piazza San Pietro. Con gli occhi pieni di lacrime, stavolta ho pensato che a dispetto degli anni che passano, la solidità del nostro rapporto è la stessa! Insieme alla persona cara, allora come ora, puoi superare ogni difficoltà.

Il più bello dei mari

"Il più bello dei mari è quello che non navigammo. Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto". Nazim Hikmet

Auguri, dolce amor mio!

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