"
Il più grande dei problemi del mondo poteva essere risolto
quando era piccolo". Lao Tzu
Amenità
Roberto
Nastasi va in pensione
Da
stamattina 1 febbraio 2006, dopo 35 anni
di onorata carriera di cardiologo, iniziata
all’ospedale di Lugo nella spendida
Romagna e proseguita al "Di Maria"
di Avola ed al "Trigona" di
Noto, Roberto Nastasi che, per la cronaca
è mio marito, ha deciso di andarsene.
Sarebbe potuto restare altri sette anni
ma lui, come il Big Ben, ha detto stop.
La sanità a suo parere, potrà
certamente fare a meno di lui mentre la
sua vita, chiusa questa importante parentesi,
potrà a Dio piacendo, ricominciare
con ritrovato vigore. Quando si è
sparsa la voce del suo pensionamento,
amici, parenti o semplici conoscenti hanno
cominciato a chiedergli sempre la stessa
cosa:”Ee appuoi chi ffà?
Comu u passa ‘u tiempu?” Oppure:”Lei
nun ci po’ stari senza spitali,
taliassi ca fa a professioni privata!”.
E lui, rivolgendomi un sorriso tra l’ironico
e il beffardo mi ha risposto con gli occhi,
senza tentennamenti la stessa cosa: “Ma
talìa chi preoccupazioni! Come
se 35 anni, passati a sentire parlare
di malanni, vedere soffrire e talvolta
morire giovani, anziani, compagni di scuola,
amici, persone sconosciute che ti guardavano
negli occhi per leggerci una speranza,
subire la frustrazione di non riuscire
a dare un corso diverso a ciò che
il destino aveva stabilito per loro, nonostante
tutti i tentativi, ma soprattutto operare
in un sistema sanitario che fa acqua da
tutte le parti, non possano bastare! Certo,
ho vissuto momenti belli e la dimostrazione
sono queste persone sinceramente dispiaciute
del fatto che me ne vada in pensione.
Questo è il premio per ciò
che ho cercato di fare sempre con dignità
e professionalità, però
questa parentesi doveva chiudersi ora
e nemmeno un giorno in più.”
A loro naturalmente ha risposto dicendo
che se la godrà alla grande, facendo
jogging ( non si direbbe a prima vista
visto che, diciamo così, è
un po’ rotondetto, ma riesce a macinare
anche 20 chilometri tranquillo, tranquillo),
impratichendosi sempre più col
computer, leggendo i tanti libri che avrebbe
voluto leggere ma che non ha potuto per
mancanza di tempo, portandomi in giro
per l’Italia ed all’estero,
dedicandosi alla sua passione: la cucina.
A questo punto sebbene, non lo nego, anch'io
avessi avuto delle perplessità
perché questa scelta mi sembrava
un po’ prematura, sono convinta.
E’
bastato ieri, ufficialmente ultimo giorno
di lavoro, in cui è tornato in
ospedale per salutare tutti i colleghi,
che ho capito che oramai era davvero
cotto. Alle otto del mattino ha cominciato
a gridare perché non trovava
ciò che aveva posato lui stesso,
inveendo contro il caos che regna sovrano
in casa ovviamente perché io
ho troppi impegni e via discorrendo.
E no, fermi tutti! Così non va!E
allora, godiamocela ‘sta benedetta
pensione finchè il Signore ce
lo consentirà.
Alcune immagini della simpatica cerimonia.
A sinistra il saluto del Direttore Dr Vincenzo
Vassallo.
In
alto a sinistra i colleghi medici, infermieri,
ostetriche il cappellano, a destra alcuni
dei simpatici colleghi di reparto
Il
saluto del Dr Paolo Valvo, con il quale
Roberto ha diviso spalla a spalla oltre
23 anni di attività di reparto e
di affettuosa amicizia
Il
saluto finale di Roberto
La
cerimonia si conclude con un aperitivo preparato
dal bravo Ettore Vespa e con le foto ricordo
con tutti i colleghi.
Particolarmente
toccante il saluto al Dr Giovanni Tasca,
che occcupa il posto lasciato scoperto,
al quale Roberto ha consegnato simbolicamente
il proprio stetofonendo.
Hai
ragione.... Vivremo tutti meglio. Auguri,
Roberto!!