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Amenità

Buona
Pasqua a tutti
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Finalmente
è Pasqua. Vi auguro ogni bene e che
possiate passarla in serenità con i
vostri cari. La resurrezione del Cristo chiude
una settimana che, al di là dall'essere
credenti, ti induce a riflettere sulle cose
davvero importanti della vita. Giovedì
siamo andati in giro per chiese a “girari
i sepucchira”, ( visitare i sepolcri).
Come vuole la tradizione ne abbiamo visitato
in numero dispari: tre, cinque o anche uno
soltanto. Mai due o 4, chissà perchè!
Il compianto padre Pisasale una volta mi spiegò
che probabilmente ciò derivava dal
fatto che
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nella
fede cristiana è data grande importanza
ai numeri dispari. Dio è uno e trino.
Sette sono i peccati capitali e qualcos'altro
che ora non ricordo. Sarà così.
In fondo la saggezza popolare fonda su radici
antiche.Con gli amici incontrati nelle chiese
si è stilata la classifica degli altari
meglio agghindati di lavuri (germogli di grano),
abbalico (violacciocca) e candide calle, perdendo
talvolta di vista il significato profondo
dell'esposizione del Signore. Pazienza! Siamo
fatti così, con le nostre manchevolezze
e le nostre fragilità. Il Signore,
infinitamente buono e paziente, ci avrà
compreso anche stavolta. Ieri sera invece
abbiamo partecipato alla processione della
Santa Spina, annoverata, insieme al Santissimo
Cristo di Spaccaforno ed ai Sepolcri di Palermo
fra le cerimonie più belle e suggestive
dell’isola. A me riesce difficile scindere
l’aspetto umano dal profondo significato
religioso del venerdì santo. La Madonna
ammantata di nero, col cuore trafitto da un
pugnale, dietro la bara del figlio ucciso,
è l’immagine del dolore inenarrabile
che solo una madre prova quando |
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è soggetta ad una prova così
atroce. “Madonna mia, ti prego, fa che
non debba soffrire mai come te!” Glielo
chiedo ogni anno, pregandola di vigiliare
sui miei figli così soggetti alle tante
insidie quotidiane.Non
resto insensibile davanti alla statua del
Cristo, deposto nella bara di vetro. Ne osservo
il bel volto di gesso, sereno dopo le atrocità
subite, e mi viene in mente quello di mio
padre, finalmente sereno, dopo tante sofferenze.
Non c’è una sola volta in cui
riesca a trattenere le lacrime. |
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Oggi
finalmente è Pasqua, la resurrezione
del Cristo e dei nostri cuori, “a paci”
tra il Cristo risorto e la Madonna, “a
paci” fra la madre, incredula e felice
che, strappatosi il velo nero, corre ad abbracciare
il figlio mentre le colombe si levano in volo,
la banda suona e la folla, sollevata, applaude
contenta! Possa questa Santa Pasqua regalarci,
tanta serenità e pace. Possa insegnarci
ad amare il nostro prossimo… più
prossimo, ad essere più disponibili
e generosi. Possa predisporci la mente e l’anima
ad accettare le diversità altrui come
grandi occasioni di crescita per noi stessi.Questo
è l’augurio che faccio per prima
a me stessa e poi con tutto il cuore a voi,
certa che soltanto con l’amore potremo
costruire un mondo migliore da donare ai nostri
figli. |
| 8
aprile 2007
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