Impossibile,
finchè avrò vita, dimenticare
il campo di sterminio di Auschwitz e le
atrocità commesse dai nazisti in
quel luogo orrendo contro milioni di uomini,
donne e bambini, colpevoli di essere ebrei,
omosessuali, comunisti o zingari e dunque
condannati a pagare con la morte preceduta
da con ogni sorta di umiliazioni, vessazioni,
violenze la loro "diversità".
Non è un luogo comune dire che ad
Auschwitz la realtà supera di gran
lunga l'immaginazione. Quell'odore dolciastro,
indescrivibile, di sporco, di foglie putride,
o meglio, di morte ha impregnato talmente
tanto l'ambiente che tuttora aleggia in
quei cameroni infami, nonostante il passare
del tempo. Esci da quel campo col desiderio
di lavarti per toglierti di dosso quell'orrore
che ti colpisce nell'anima e nel corpo,
per recuperare la tua identità con
la promessa solenne di non dimenticare mai |
|
|
|
|
|
Appena
arrivata, non ho avuto una brutta impressione.
Nel primo campo infatti non ci sono baracche
ma grandi edifici in mattoni, costruiti
dai polacchi per farne caserme e poi "trasformati"
dalle SS. |
|
|
|
Ignara
di quel che mi aspetta, sto per varcare
la soglia dell'inferno su cui c'è
la famosa scritta:"Il lavoro nobilita
l'uomo" |
|
|
|
|
|
Ecco
lo spettacolo desolante che mi si para davanti.
Da questo momento in poi ogni cosa che vedrò
mi segnerà per sempre |
|
|
|
Il
campo di sterminio è circondato da
filo spinato mentre dalla torretta le SS
seguono quanto accade tutt'intorno. Nulla
può sfuggire al loro controllo. |
|
|
|
|
|
E
per un prigioniero che tenta di fuggire
ne vengono fucilati 12 contro questo muro,
ricostruito come l'originale andato distrutto
dall'incendio appiccato dai tedeschi prima
di abbandonare il campo per fare sparire
le tracce della loro ferocia. |
|
|
|
Entro.
Questa è una delle tante camerate.
Qui venivano stipati decine di ebrei. Senza
luce, con poca aria. Erano bestie da soma,
tenute in vita finchè potevano lavorare.
Da morti le loro ceneri, inviate in Germania,
erano usate come concimi. |
|
|
|
|
|
Queste
le porte d'accesso alle celle d'isolamento.
In una di esse fu rinchiuso padre Colbe
prima di essere ucciso. Col suo eroismo
salvò la vita di 10 ebrei. Nelle
celle anguste i prigionieri erano costretti
a restare in piedi anche per 2 giorni di
fila senza mangiare nè bere.Usciti
di lì venivano spediti subito al
lavoro. Se non avevano la forza, i kapò
li massacravano di botte |
|
|
|
Nel
cartello si legge:"Gli ebrei sono una
razza che deve essere totalmente sterminata"
. Quanto ai kapò, in parte erano
reclutati fra gli stessi prigionieri, più
deboli psicologicamente, che da vittime
erano trasformatei in carnefici. In cambio
avevano cibo a volontà, camere, la
possibilità di disporre dei prigionieri
stessi a loro piacimento. Dopo alcuni mesi
però venivano eliminati perchè
sapevano troppo |
|
|
|
|

|
Nella
gigantografia si vedono gli ebrei sopravvissuti
al viaggio in treno, senza acqua ed aria,
in attesa di essere "smistati"
da un ufficiale medico. Vecchi, bambini
donne fragili a "fare la doccia"
e giovani, in fila per il marchio di riconoscimento
sull'avambraccio. E poi interminabili visite
mediche in cui uomini e donne, erano costretti
a stare nudi per ore. Non c'era posto ad
Aushwuitz per il pudore. |
|
|
|
In
questa enorme bacheca sono riposte migliaia
di valige, salvatesi dall'incendio. Nelle
due accanto che purtroppo non ho potuto
ritrarre per motivi tecnici ci sono occhiali
ed arti artificiali, appartenenti agli ebrei
uccisi. Quelli in buono stato venivano spediti
in Germania. |
A
destra dei manufatti particolari:Trecce,
parrucche e...guardate che stoffa per farci
cappotti! Bella, vero? Peccato che al posto
dei peli di cammello ci siano capelli umani!
Gli addetti, poveri prigionieri oramai indifferenti
a tutto,avevano il compito di estrarre dalla
bocca degli ebrei uccisi dai gas, i denti
d'oro e di radere loro i capelli da usare
per questi lavori...artigianali |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Una
montagna di scarpe. Ce ne sono di tutte
le dimensioni. Le migliori venivano spedite
in Germania. Magari anche la famigliola
del maggiore che viveva al campo ne avrà
usufruito!Avete letto bene: mentre le camere
a gas funzionavano alla grande, i prigionieri
torturati gridavano ed il fumo dei forni
crematori usciva a go go, la famiglia del
maggiore viveva una vita normale dentro
il campo! |
|
|
|
La
scultura in bronzo testimonia la sofferenza
imposta ai prigionieri, trasformati in mucchietti
di ossa vaganti. Alle pareti, le migliaia
di foto scattate agli ebrei "prima
e dopo la cura" testimoniano che, per
ciascuno la media di resistenza nel campo
era di 6 mesi. |
|
|
|
|
|
Parlare
dei forni crematori senza averli mai visti
diventa una sorta di.. passeggiata in campagna.
Vi assicuro che quando mi ci sono trovata
di fronte ho dovuto fare fatica a non vomitare.Com'è
possibile che degli esseri umani abbiano
potuto trattare altri esseri umani con così
lucida malvagità? |
|
|
|
Io
resto sconvolta al solo guardarle queste
foto, pensate un pò! Pensare che
anche oggi ci siano soldati di nazioni civilissime
che in nome della democrazia si trasformano
in seviziatori di prigionieri, mi fa male
e mi indigna. Ma allora la storia non serve
proprio a nulla? |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|