E'
morto Turi Caristia
Turi
era un uomo semplice, buono e generoso,
un amico affettuoso e sincero di quelli
che non si dimenticano mai. Non era un
letterato Turi e sapeva appena leggere
e scrivere ma non si è risparmiato
di lavoro tutta la vita per dare ai nove
figli un’istruzione adeguata e quel
che maggiormente conta, inculcare loro
il senso dell’onore e del dovere.
L’ho conosciuto 28 anni fa. Turi
era un grande amico di Roberto, mio marito.
Comunista della prima ora, lottava per
un mondo migliore ed era in prima fila
negli scioperi a difesa dei lavoratori.
Per me aveva un rispetto particolare.
Mi chiamava Cetta e quando ci incontravamo
gli ridevano gli occhi. Poi il trasferimento
in campagna e soprattutto la malattia
debilitante ci hanno fatto perdere di
vista anche se spesso mi mandava i saluti
con Roberto con cui si incontrava in ospedale.
L’anno scorso ci siamo rivisti alla
posta di Contrada San Corrado. E’
stato bello. Lui con l’affettuosità
di sempre mi ha chiesto delle mie figlie
ed in particolare di Rossella, la mia
secondogenita che, ai tempi del mio negozio
Cechirò, attuale agenzia viaggi
Pagano, di fronte al bar Milano spesso
teneva a bada, il tempo di andare a bere
un caffè. Quando dopo 10 anni nacque
Mara, mi prestò la culla, un cimelio
di casa Caristia che aveva visto dormire
i suoi nipotini. Oggi Turi non c’è
più però sono certa che,
in chiesa sarà stato felice di
vedere la sua cara moglie, tutti i suoi
figli uniti, insieme alle loro famiglie
e tanti, tantissimi amici. Se avrà
scorto fra tutta quella gente anche me
sono certa che avrà detto: “Ero
certo che Cetta sarebbe venuta a salutarmi!”.
Ciao Turi
Noto,
21 gennaio 2004
Cetty Amenta
2001©