"Affogò perchè si vergognava a gridare aiuto". Marchesi

 

 

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E' morto Benito Mincio

E' morto il professore Benito Mincio. Era da tempo seriamente malato ciò nondimeno la notizia della sua scomparsa mi ha colto di sorpresa. Ho un debito verso di lui che purtroppo non potrò più saldare come avrei dovuto e, soprattutto, voluto. Qualche mese fa ci fece recapitare tramite Corrado Papa il suo ultimo lavoro, un libro di racconti dal titolo: "Signora in blu e altri racconti" che ho trovato molto scorrevole, garbato, ironico, a volte un pò triste, quasi del tutto libero da citazioni di sorta. Rimasi immediatamente colpita dal fatto che la presentazione dell'opera, affidata ad Enzo Papa, si risolveva in mezza pagina pubblicata direttamente in copertina e senza alcun fronzolo. Un libro scritto, dalla prima all'ultima riga, per soddisfare un suo intimo bisogno, nel perfetto stile di un uomo schivo e sensibile che non ha mai amato mettersi in mostra e men che meno ostentare la sua cultura. Quel libro mi piacque tanto ed avrei voluto

nell'unica foto in mio possesso, il professore è sfocato: riservato fino alla fine.

dedicargli un pezzo da inserire nel mio sito, però il tempo tiranno mi ha fatto sempre rimandare. Ma la cosa che mi rattrista maggiormente è che purtroppo, nonostante avessi più volte provato a rintracciarlo a casa, non sono mai riuscita a parlargli. Lui che teneva tanto, non so perché, ad avere un mio giudizio, non saprà mai che aveva fatto centro. Benito Mincio, l'ho conosciuto per un fortunato caso, diciassette anni fa a teatro, durante le prove di "Paparino", commedia brillante di Sartori per la regia di Corrado Papa. Io interpretavo la signora Signori. Il resto del cast era costituito da Gianni Falconeri, Nuccia Casto, Corrado Fancello, Luisa Perna, mio marito, Anna e Sergio Moro, naturalmente Corrado. Dietro le quinte c'erano Mimma Modica Alberti nel ruolo di suggeritrice, la povera Ida Spadaro ed altri ancora. Questa è stata una delle esperienze più esaltanti della mia vita, un vero spasso e la riscoperta del piacere di stare insieme accomunati dalla voglia di recitare. Avevo le bimbe piccole che sapevano tutte le parti, dico tutte, a memoria e ci precedevano nelle battute fra risate e strepiti. Erano la disperazione del signor Franza, il custode del teatro che per me fortunatamente stravedeva. Ciò gli rendeva meno amaro sopportare anche le mie figlie. Pensate che una volta ripescammo Rossella dalla "fossa degli orchestrali", senza un graffio. Il professore veniva, sedeva in platea e poi a precisa domanda del regista, pian piano e con modi discretissimi diceva cosa a suo parere bisognava fare diversamente aggiungendo l'immancabile: "Ma ovviamente, Corrado devi deciderlo tu, io posso sbagliare!". Corrado teneva in grande considerazione le sue imbeccate ed in effetti la nostra performance ebbe un successone. Dopo quella stagione spensierata, ci siamo persi di vista anche se mi mandava sempre i suoi saluti tramite Roberto. Poi è arrivato il suo libro... Oggi il professore non c'è più e la Cultura con la C maiuscola perde un grande uomo anche se, probabilmente, ci vorrà del tempo perchè la storia si occupi di lui.

Noto, 17 settembre 2003

 

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