"Affogò perchè si vergognava a gridare aiuto". Marchesi

 

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Arrivederci Padre Pisasale

Riflessione di Roberto Nastasi @

Ho conosciuto padre Pisasale 48 anni fa quando per seguire i miei compagni di classe che ne vantavano le virtù e le capacità organizzative, abbandonai la mia parrocchia dell’Immacolata per trasferirmi al capo opposto della Città al Carmine. Da qui cominciai un percorso di maturazione che senz’altro non era rigidamente quello voluto da Padre Pisasale o più in generale dall’ortodossia clericale, ma senz’altro quello che dall’ esempio e dal confronto ispirava sempre motivi di seria ricerca e di severo contraddittorio, e di interessanti

scoperte.

Non la pensavamo sempre alla stessa maniera in particolare laddove dalle questioni di principio si doveva passare alla concretezza dell’azione. Ma avevamo entrambi il gusto della ricerca critica e della valutazione obbiettiva degli avvenimenti. Non si facevano sconti né disparità di trattamenti. Ma quello che contraddistingueva Lui, era la dolcezza dei modi e la mano sempre tesa per aiutare chi si trovava in difficoltà. Io ho avuto modo di provarne l’intelligenza e la straordinaria umanità in momenti estremamente critici quando a differenza di altri sacerdoti sempre frettolosi e super impegnati alla risoluzione dei destini del mondo, Lui trovava il tempo per consigliare, suggerire, aiutare.

E non si faceva cercare. Intelligentemente preveniva, capiva, perché sapeva scrutare l’animo della gente. Una generazione di sacerdoti fantastici che hanno formato e fortificato una miriade di giovani e provveduto alla crescita culturale e morale della Città. Insieme a Lui metto Padre Floridia, e Padre Mangano tre Preti Consacrati assieme, nello stesso anno, che sono stati il sale ed il lievito della nostra società,

anche nelle contrapposizioni a cui molti di noi li obbligavano.

Ma tornando a Don Pisasale, non potrò mai dimenticare la fermezza e la delicatezza del Suo parlare, sempre, in privato ed in pubblico, le famose riflessioni “Sette Parole” del Venerdì Santo erano veramente delle toccanti bacchettate sui nostri cuori e con esse manifestava tutta la Sua capacità di trasferire il Vangelo dentro le nostre modeste vite. Don Pisasale come faceva rilevare in una riflessione davanti alla Salma il Sacerdote Maurizio Novello, vive con il Suo sorriso con la Sua amabilità con la Sua serenità nei nostri cuori e nella nostra mente. Con maggiore convinzione potremo continuare a salutarlo come abbiamo sempre fatto, fino all’ultima occasione, poche settimane fa, al Bar Roma dove giornalmente transitava per andare all’edicola e per la sua quotidiana visita alla Curia, ed in cui si soffermava senza mai manifestare fretta o falsi pudori per farsi “insultare” simpaticamente da me e dai miei amici, al grido “assabbenerica Patre Pisasali”. Benedici noi Padre Pisasale come hai sempre fatto in terra, adesso dal Tuo posto nel Cielo che tanto vigorosamente ti sei saputo conquistare.

 

Noto 27 marzo 2007

cetty@cettyamenta.com

 

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