"Affogò perchè si vergognava a gridare aiuto". Marchesi

 

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E' morto Bruno Ragonese

E’ accaduto stanotte La notizia mi ha turbato moltissimo. Conoscevo Bruno sin da bambina quando era solito venire a casa per partecipare alle riunioni politiche di papà. E’ stato sempre un uomo fortemente impegnato nella difesa dell’ambiente dalla barbarie e dall’inciviltà dei singoli e purtroppo talvolta anche di chi dovrebbe tutelarlo gelosamente. Ricordo con quanta tenacia ha lottato in tutti questi anni a salvaguardia dell’oasi faunistica di Vendicari senza tema di scontrarsi con la Forestale, con la regione o col comune. Oggi Bruno non c’è più e con la sua morte Noto perde un grande uomo e la natura un suo strenuo custode. Cominciano ad arrivare messaggi di cordoglio da parte di chi lo conosceva ed apprezzava per il suo lavoro infaticabile a difesa del nostro territorio che naturalmente pubblico. Ciao, Bruno!

Paolo Pantano- Si è spento Bruno Ragonese. Amava definirsi naturalista, in quanto il suo impegno, la sua totale dedizione alla causa della difesa della naturalità, delle peculiarità dei siti ambientali lo portava ad approfondirne le conoscenze a vario livello. Il suo lavoro era, infatti, rivolto alle numerosissime pubblicazioni degli atti dei convegni scientifici che venivano organizzati dall’Ente Fauna Siciliana, una associazione di cui è stato responsabile regionale, guida ed anima. L’impegno alla divulgazione specialistica delle tematiche faunistiche e floristiche si è accompagnato, nell’arco della sua vita, con un attivismo continuo fino all’ultimo sacrificio. E’ morto, infatti, mentre svolgeva dei lavori manuali per mettere in piedi il Centro di Recupero Fauna. Più di trent’anni di attività dalla costituzione dell’ Oasi Faunistica di Vendicari ora Riserva Naturale fin alle attuali battaglie per la difesa delle Cave degli Iblei.
Considerava la natura ed il paesaggio valori da salvaguardare e da difendere, con fermezza e senza cedimenti, dagli scempi e dalle nefandezze. La pulizia della natura, diceva, implica una pulizia delle azioni e dei comportamenti. A volte questa sua intransigenza veniva mal sopportata, ma nasceva da una reazione al vilipendio dei beni culturali che viene perpetrata, ogni giorno dai privati e, purtroppo, cosa ancora più grave, da istituzioni pubbliche. Affermava che è questa una battaglia per non far morire specie animali e vegetali a rischio di estinzione nel nostro territorio o per salvare gli ambienti naturali. Negli ultimi tempi ha difeso, ad oltranza, il “ deflusso idrico minimo vitale “ della Cava del Carosello appunto per non far morire il “Sito di Interesse Comunitario”, si è impegnato per la tutela della naturalità della Cava San Marco. L’ultima sua denuncia pubblica è stata per Asparano, ultimo lembo di costa siracusana aggredita. Documentava tutto sul giornale dell’associazione “ Il Grifone “ poiché si rammaricava che non esistesse, ancora, una sufficiente informazione, divulgazione e, quindi, sensibilità per la cultura dell’ambiente. Il suo esempio, il suo accorato rigore lasceranno una traccia indelebile sulla nostra identità.

Gaetano Malandrino- "Oggi la natura di Noto piange il suo più strenuo difensore, colui che tanto ha dato per la salvaguardia di paesaggi unici al mondo. Fondatore dell'Ente Fauna Siciliana, quando i concetti di naturalità, ecosostenibilità e difesa dell'ambiente erano ancora embrioni, si battè per l'istituzione della riserva di Vendicari.
Io l'ho conosciuto da studente, l'ho apprezzato da oscuro correlatore, l'ho ammirato come studioso ed intellettuale. Era un giovane sessantenne, giovane nello spirito, giovane nella forza con la quale guidava ed animava un'associazione le cui battaglie resteranno patrimonio di tutti. La passione con la quale ha affrontato centinaia di incontri dibattiti o semplici discussioni credo resteranno presenti ricordi nei molti giovani che hanno a cuore i destini di questo territorio.
Personalmente mi ha insegnato a vedere sempre un po' più in là e un po più a fondo nelle cose: quando parlavamo di Vendicari mi rammentava sempre che in ogni singola buca c'era un universo e che toccava a noi giovani ricercatori conoscerlo e conservarlo. Grazie!
Caro Sig. Ragonese, quel melograno di cui ogni natale parlava su "Il Grifone" sarà un po' più vuoto il prossimo anno..

 

Noto, 12 febbraio 2004

 

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