Attualità

Il bluff delle cinque
vele
Sarebbe
davvero l’ora di smetterla con certe dichiarazioni
ridicole! Che volete che vi dica! Ogni volta che
sento sindaco e assessori parlare di mare, di
vele, di momenti magici che starebbe attraversando
Noto, di rinascimento o risorgimento, a piacere
di chi legge, resto sbalordita. Possibile che
davvero non si rendono conto dello stato di degrado
in cui versano la città ed il territorio
per “merito” loro? Le fanfaronate
relative al prestigioso riconoscimento accordato
da Goletta verde alle nostre spiagge, nonostante
l’assenza di quasi tutti gli indicatori
richiesti e più probabilmente sotto la
spinta…forse elettorale di qualche deputato
regionale o di qualche operatore turistico, ha
messo ancora una volta in luce le loro miserie.

I nostri eroi si sono talmente convinti delle
sciocchezze che vanno cianciando a certa stampa
accondiscendente, da credere che il mare da quando
ci sono loro nella stanza dei bottoni è
sempre più blu e tutto funziona alla perfezione,
dimentichi che i risultati fra l’altro nemmeno
ottimali raggiunti, derivano dalla messa in funzione
dei depuratori e da una energica campagna di risanamento
ambientale portata avanti con coraggio e determinazione
da Raffaele Leone. Ai nostri attuali amministratori
basterebbe fare un giro nel territorio per rendersi
conto che la difesa dell’ambiente non è
affatto una loro priorità. Ma certamente
nessuno di loro né tantomeno Accardo avranno
messo piede in una delle nostre spiagge libere.
Se lo avessero fatto si sarebbero resi conto che
non c’è un centimetro quadrato di
rena senza il suo bravo mozzicone di sigaretta.
Persino le magnifiche spiagge di Vendicari ed
Eloro sono ricettacoli di immondizia. Ma la pulizia
quest’anno chi la fa e soprattutto come
la si fa? Quanto alle cinque vele, come non capire
che così come ci sono state assegnate le
possiamo perdere, con gravissimo danno per l’immagine
della città? Raggiunte le cinque vele non
ce n’è una sesta da ambire ma resta
la necessità di mantenere uno standard
qualitativo elevato, laddove questo standard c’è
per non rischiare la retrocessione . Capite dunque
cosa può accadere nel nostro caso? E allora
che fare? Logica e buon senso imporrebbero il
massimo impegno nella difesa dell’ambiente
anche perché non sappiamo se il prossimo
anno Goletta verde vorrà farci questo regalo.
Dunque: cura dell’arenile, miglioramento
dei servizi, accoglienza, parcheggi. Invece su
queste cose non si spende proprio nulla mentre
l’unico parcheggio, privato, è stato
trasformato in camping. Comprendo che i gestori
badino all’aspetto economico della faccenda
e non voglio pensare che non abbiano le necessarie
autorizzazioni per fare questa operazione però
vorrei capire con quale criterio l’amministrazione
ha consentito che ciò accadesse, a poche
centinaia di metri in linea d’aria dalla
spiaggia, con i rischi di inquinamento che ciò
comporta e consentendo di eliminare un servizio
importante. Non voglio aggiungere altro. A voi
eventuali considerazioni.