Attualità

Ahi,
ahi, il cimitero!
Mi
avevano detto che il cimitero monumentale era
in uno stato pietoso ma la realtà ha superato
la più nera delle fantasie: I tetti delle
tombe sembrano dei giardini pensili arricchiti
da cespugli alti fino ad un metro mentre fra le
pietre dorate di alcune cappelle costruite dalle
parrocchie ed ospitanti centinaia di defunti,
sono ricresciuti rigogliosi alberi di fico, olivastro,
bagolaro che rischiano di mettere in serio pericolo
la stabilità delle costruzioni e l’incolumità
dei visitatori. Sette anni fa si era verificata
la stessa situazione. Il comune, a seguito delle
forti lamentele, intervenne sui privati intimando
loro di mettere in sicurezza le cappelle. Oggi
si è nuovamente punto e a capo. Il loro
stato di abbandono ha inoltre fatto sì
che i colombi le scegliessero come dimora. Conseguenza
della permanenza dei volatili nei loculi vuoti
è lo strato di guano, alto almeno dieci
centimetri che copre il pavimento. Nella parte
nuova del cimitero invece si trova accantonato
parecchio materiale di risulta che non è
stato rimosso, una volta eseguiti i lavori di
costruzione di qualche tomba. Lo stato in cui
il camposanto attualmente versa ha indignato molti
notinesi residenti altrove che reclamano un maggiore
rispetto per chi non c’è più.
“E’ vergognoso- sbotta Gaetano Celeste,
residente a Bollate che, andato a deporre un mazzo
di fiori sulla tomba del padre, è rimasto
senza parole di fronte a quello spettacolo deprimente
– Adesso oltre agli alberi che nascono dentro
le tombe o sui tetti, dobbiamo convivere pure
coi colombi. Questo succede perché nessuno
ha pensato a mettere una grata che impedisca quantomeno
l’accesso ai volatili”. Dello stesso
stato d’animo la signora Emanuela Artale
residente a Roma: “E’ bello che Noto
sia così curata e si cerchi di valorizzarla
sempre più- commenta - però non
bisogna dimenticare i nostri morti che esigono
maggiore rispetto di quanto ne abbiano oggi”.
Come se non bastasse, in questi giorni i visitatori
stanno registrando ulteriori disagi dovuti all’assenza
per motivi di salute, di uno dei due custodi,
nelle prime ore del mattino. Seduto davanti all’ufficio
del custode un uomo molto anziano con un mazzetto
di fiori in mano. Vive a Roma ed al momento si
trova ad Augusta in casa di una nipote. E’
dalle otto del mattino che sta lì, in compagnia
di un parente, in attesa che qualcuno lo aiuti
a trovare la tomba della cognata morta da poco.
E' stanco ma oramai non vuole andarsene prima
di avere assolto al suo compito.“ Lei è
gioranlista?- mi chiede- Lei che è più
informata di me, sa se per caso Noto non è
più in Italia? Come può accadere
una cosa del genere? Lo scriva, per cortesia!”
Noto,
27 agosto 2006