"Sono gli uomini che sbagliano o siamo noi donne nel giusto?". Siusy Blady

 

Attualità

Il depuratore di contrada Calabernardo è in tilt!

Incredibile ma vero! Ho scoperto che il depuratore di Contrada Calabernardo è al collasso per carenza di manutenzione straordinaria e alle volte anche ordinaria! Considerata la pessima amministrazione della cosa pubblica, sono rimasta sorpresa soltanto perchè ho ancora nelle orecchie l'eco delle parole enfatiche riguardanti la purezza del nostro mare che aveva determinato il prestigioso riconoscimento delle cinque vele. Ricordo ancora il tono dell'assessore Figura in consiglio quando giunse a dirmi che io ero seccata per questa grande vittoria dell'amministrazione. Ridicolo! Altro che dispiaciuta! Sarei stata felicissima se non fosse stato tutto un bluff!

Ad ogni modo, attratta "dagli odori"- una signora si è lamentata ed io ho cercato di sapere se si potesse fare qualcosa- ho cominciato ad indagare ed ho scoperto che gli odori sono "l'ultima fesseria". Parlando con l'ingegnere della Ionica appalti che gestisce l'impianto di depurazione, scopro che l'impianto di ozonizzazione, entrato in funzione a febbraio di quest'anno, è fermo perchè non ci sono i soldi per cambiare un filtro ed il distruttore di ozono. In tutto poco circa 10 mila euro, spiccioli per un impianto che è costato alla collettività un miliardo e mezzo. Inoltre anche il resto è messo male perchè nonostante una montagna di richieste documentate da note scritte, i pezzi di ricambio non arrivano. A questo punto vado all'UTC e qui ho conferma indiretta della situazione. Ma la conferma direttissima ce l'ho alla lettura della relazione commissionata dal Comune di Noto allo studio associato acquambiente ingegneria. Da qui si evince senza giri di parole che il depuratore è messo proprio male per assoluta mancanza di manutenzione straordinaria. Nato per soddisfare i bisogni di 33 mila abitanti, il depuratore in realtà è dimensionato a 21 mila. Quello di passo Abate, quando funziona, sopperisce alle carenze di quello principale. Di questo impianto inoltre il Parf prevede la dismissione e l’invio della totale portata all’impianto di Calabernardo, per eliminare oltre alle esose spese di gestione anche i rischi di impatto ambientale che lo scarico determina nell’alveo del fiume Asinaro. Oggi delle 3 linee di trattamento liquami ne funziona soltanto una, realizzata coi lavori del terzo lotto. Le prime due sono in completo stato di abbandono. Funziona bene l'impianto di ozonizzazione che ha sostituito la clorazione ma che attualmente è fermo. A questo punto tornare a parlare con la società che gestisce il depuratore è d'obbligo e qui viene il bello. L'impianto di ozonizzazione non è mai stato collaudato né consegnato ma ha funzionato regolarmente , anzi per consentirlo è stato deviato il corso delle acque reflue. Esso è stato altresì meta di parecchie scolaresche. Oggi il sindaco ne prende le distanze dimostrando di non essere documentato a sufficienza. Egli sostiene ad esempio che il processo depurativo dell’impianto prevede ordinariamente il processo di clorazione e che l’impianto di ozonizzazione delle acque reflue sarebbe stato attivato senza alcun formale incarico. Che è vero. Ma allora perché è stato consentito che il labirinto dove avviene il contatto col cloro, in seguito ai lavori di costruzione della linea ozono, fosse bypassato? Purtroppo la politica ambientale non si inventa ma bisogna lavorarci giorno per giorno. Non so cosa accadrebbe se Goletta verde tornasse ad analizzare le acque. Probabilmente il fatto che in autunno inoltrato ci sia meno gente ci salverebbe dalla figuraccia però è bene sapere che con l’impianto fermo, l’unico a funzionare egregiamente fra tutto quel rottame, si sopperisce con un barattolone di cloro, fatto scendere goccia a goccia sulla vasca finale. Magari dal punto di vista chimico il problema si risolve lo stesso, ma dei colibatteri che ne è?

Noto, 9 novembre 200

 

 

 

 

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