"Sono gli uomini che sbagliano o siamo noi donne nel giusto?". Siusy Blady

 

Attualità

Fotovoltaico: ah, quel superlativo!
Miei cari lettori è un pezzo che non vi faccio partecipe dei miei pensieri. Oggi è il mio giorno libero da impegni scolastici e mi sento in vena. Ergo: partiamo ed allacciate le cinture. Fotovoltaico: che parola intrigante. Riuscite ad immaginare? Scaldare la nostra casa, illuminarla, fare funzionare tutti i marchingegni che possediamo usando l’energia solare senza fare danni, per una volta, alla natura! Non lo trovate emozionante? Finalmente il progresso tecnologico ce lo consentirà. Io, nel mio piccolo, un modesto contributo all’ambiente l'ho dato facendo installare un pannello solare che mi assicura l’acqua calda e mi fa sprecare meno energia elettrica. Ma vuoi mettere una centrale fotovoltaica? Per queste ragioni la notizia diffusa a mezzo stampa, che la società Iess ha firmato un protocollo d’intesa col sindaco di Noto per realizzare nel nostro territorio “la Centrale fotovoltaica più grande d’Europa”, mi ha fatto un gran piacere. Finalmente, mi sono detta, usciamo dal vago e produciamo energia alternativa. Potete dunque immaginare la mia sorpresa nell’apprendere, sempre a mezzo stampa, che la Iess ha firmato un protocollo d’intesa, fotocopia, col sindaco di Agrigento per installare da quelle parti, badate bene, “la Centrale fotovoltaica più grande d’Europa”. Mi rendo conto che in tempi come questi, in cui si può osare daredell'indegno al Presidente della Repubblica o ridicolizzare ed offendere un’esimia scienziata, lustro dell’Italia al punto da essere nominata senatrice a vita, solo perché ha espresso liberamente con il voto il proprio pensiero; o per calarci nella nostra realtà locale, in tempi in cui i maggiorenti della Destra in nome di una strana forma di “democrazia” ancora non contemplata in alcun codice, possono dissociarsi ufficialmente da un loro assessore perché si è azzardato a chiedere, “piano piano, senza far rumore” l’intervento della Gdf per colpire i commercianti che non rispettano le regole, quasi che non sia legittimo per lui ma, ritengo doveroso da parte delle fiamme gialle, farlo senza la spinta di nessuno; in tempi in cui la religione sembra avere perso quasi interamente il suo carisma, basta la decisione di una direttrice improvvida di spostare una madonnina, dall’androne per farci riscoprire tutti cristiani e novelli crociati, pronti a lottare per mantenerla al suo posto; in tempi in cui si enfatizza la nascita di un nuovo partito ma lo si porta a battesimo, già minato da correnti, liti, rancori di vecchio stampo, liste bloccate, accolto almeno da me come il meno peggio in attesa di un “meglio” che non riesce ad arrivare; in questi tempi, a chi volete interessi l’uso corretto della lingua italiana? Alt! Stop! Non ditemi che vi siete persi! Ve lo avevo detto di tenere le cinture allacciate! Punto di partenza resta l’energia alternativa da cui discende l’impianto fotovoltaico più grande d’Europa: ma dove? In territorio di Noto o di Agrigento? E torniamo all’uso del nostro difficile idioma, spesso storpiato in buona fede da chi non lo conosce bene oppure, a proprio uso e consumo per accaparrarsi, chissà, magari un’ingente massa di finanziamenti...doppi. Certo è che il superlativo, fra l'altro anche assoluto può riferirsi solo ad un sostantivo ben determinato e non a due contemporaneamente. E il sindaco che la lingua italiana la conosce, vorrà fare luce sull’uso erroneo da parte della Iess di quel superlativo? Ci auguriamo di si. Noi però, stiamo in campana. Non si sa mai.

 

Noto, 17 ottobre 2007

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