Attualità

Ai
funerali il dolore della città
Tra
le migliaia di persone che hanno assistito ai
funerali di Salvatore e Francesco c’ero
anch’io. Nella chiesa stracolma, la gente
seguiva la funzione in silenzio. Tantissimi i
ragazzi di ogni età, venuti perché
conoscevano Francesco, erano amici di Ilaria e
Leonardo, semplici conoscenti o magari perché
non conoscendo nessuno dei tre fratelli non ce
la facevano a fare come se nulla fosse accaduto
in città. Quello che conta è che
erano lì per manifestare con la loro presenza,
gli sguardi un po’ persi di chi non capisce
come sia potuta accadere una simile tragedia,
la loro appartenenza alla comunità in lutto.
Quante persone! Scouts, insegnanti, ingegneri,
impiegati comunali, medici, appartenenti alle
forze dell’ordine, bancari, sportivi, politici,
lionisti, amici di questo o quel componente delle
famiglie Bonfanti, Auditore, Pane, Fortuna, Salemi,
la nostra Noto rappresentata in tutte le sue componenti.

La
città, ancora sotto shock, stenta a riprendersi.
A distanza di quattro giorni continua a chiedersi
come una tragedia dalle dimensioni così
“esagerate” si sia potuta abbattere
sulla famiglia Bonfanti e per converso su tutta
la comunità, riuscendo a mettere in secondo
piano persino i tanti problemi quotidiani, i contrasti
e le beghe politiche che normalmente tengono banco
sulla stampa locale e nelle conversazioni da bar.
I funerali sono stati officiati nella chiesa del
Collegio. In prima fila le “vittime rimaste”
di questa tragedia: la cara Daniela che, addolorata,
sta sopportando con grande dignità anche
quest’altra terribile prova. Ricordo ancora
lo strazio con cui, anche quella volta, l’intera
comunità accolse la notizia della morte
della signora Ivonne stringendosi intorno al dottore
Auditore ed ai suoi tre ragazzi, rimasti orfani
troppo presto. I cari Ilaria e Leonardo, amici
di Mara e del mio nipotino Giuseppe, che hanno
perso due affetti preziosi. La signora Isabella
che, addolorata, dovrà trovare la forza
di affrontare la perdita di suo figlio e del suo
nipotino; di Santi e Corrado che con la morte
di Salvatore hanno perso un’ altra tessera
importante del mosaico della loro vita. Io auguro
a tutti loro di riuscire a risollevarsi da questo
dolore enorme. L’uscita delle due bare è
stata accolta da un lungo applauso. Man mano che
incedevano lungo il corso, le persone assiepate
ai lati della strada applaudivano, poi seguiva
il silenzio e poi di nuovo applausi fino alla
piazzetta Ercole. Ad un tratto, in uno di questi
momenti di silenzio, si è levato un coro:
“Francesco, non ti dimenticheremo mai!”
. I suoi compagni lo hanno voluto salutare così
per l’ultima volta. Che Dio misericordioso
lo accolga insieme a Salvatore fra le sue braccia.
Amen!
Noto,
8 febbraio 2007