"Sono gli uomini che sbagliano o siamo noi donne nel giusto?". Siusy Blady

 

Attualità

Sui gradini di Noto la gente vera!

Noto monumentale, Noto barocca, la Noto della quale andare fieri allorché un regista, uno scrittore o un giornalista importanti ci danno l’onore di occuparsene. Ma c’è un’altra Noto. E’ quella dei quartieri popolari, dell’ Agliastrello, dei Mannarazzi, di Santa Caterina, della “Machina o ghiacciu”, ro cuozzu a fera, con il suo indubbio fascino sebbene segnata dalle vistose ferite dovute agli attacchi del tempo e molto spesso all’indifferenza degli uomini. Noto dei nobili e dei preti, intrigante, decadente ma superba. I ricevimenti di donna Agatina nel salone di Palazzo Trigona hanno sempre attizzato la curiosità di coloro, i più, che non vi sono mai stati ammessi o non hanno mai avuto la possibilità di visitare il palazzo.

particolare di una sala di palazzo Trigona

E poi c’è la Noto della gente comune, la maggior parte di noi, che vive nei quartieri popolari o in quelli nuovi, nelle villette, nelle case con i bagli o nei condomini, forte delle sue tradizioni, amate e tramandate di generazione in generazione, orgogliosa della sua cultura imbevuta di pietà popolare, devota al suo Santo ed in simbiosi con la sua terra natale. La vera Noto e i veri notigiani che... per chissà quale strano motivo- soggezione mista ad un senso di inconfessabile inferiorità?- non amano essere ritratti nei loro caratteri essenziali. Così ci sentiamo quasi scherniti se qualcuno mette a nudo le nostre debolezze. Fingiamo di non riconoscerci nei nostri comportamenti abituali ma anche nella nostra abulia che spesso ci porta ad adagiarci in attesa di chissà cosa, nel modo tutto nostro di affrontare i problemi.

Agliastrello durante l'Infiorata

Mi viene in mente Benigni in “Jonny Stecchino” che non notava alcuna somiglianza col suo sosia. Tutto questo ho colto nel film “Sui gradini di Noto” che a me è piaciuto molto, “senza se e senza ma”. Gli attori, interpreti della loro stessa vita, lo hanno fatto in modo superbo ed il regista ha saputo cogliere in modo obiettivo, e dunque talvolta impietosamente, gli aspetti positivi e negativi del nostro modo di rapportarci con la realtà che ci circonda. Noto nel film si è mostrata per quel che è in realtà, senza sovrastrutture ed artifizi, un paese dell’estremo sud della Sicilia, dove vigono ancora, nonostante tutto, i buoni sentimenti, popolato da coloratissimi personaggi, pronti ad ammaliarti con le loro storie vissute o a farti sorridere con la loro ironia. E' in questa Noto che sono forti il senso della famiglia e di appartenenza che ci inducono a restare o, se è proprio necessario partire, a riprometterci di tornare. In fondo il regista ha tradotto in immagini intense ciò che ha provato a fare, con troppi svolazzi, Corrado Stajano, nel libro “Patrie smarrite” suscitando per questo un gran vespaio. E’ proprio vero! A ciascuno piace guardarsi allo specchio purchè l’immagine riflessa risponda a quello che si desidera vedere…in caso contrario ben venga l’immagine deformata di una realtà fittizia.


Noto 11 gennaio 2005

 

 

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