Attualità

Ecco
i vandali legalizzati!
Riesco
ancora ad indignarmi. Meno male! Vuol dire che
sono viva. Questo è importante anche se
è una magra consolazione. A farmi perdere
la bussola stavolta è stato lo scempio
legalizzato, perpetrato nell'antico quartiere
Machina o Ghiaccio, a pochi passi dal salotto
buono della città.

Un quartiere popolare che per le sue caratteristiche
ci invidiano tutti ma che evidentemente lascia
indifferente l'ufficio tecnico.Permettetemi una
digressione: trovo davvero paradossale che il
sindaco per restare nella storia di questa città
insegua la chimera del capitozzamento del grattacielo
e poi consenta con la sua totale assenza, lavori
di tale fatta! Boh! Come è possibile sbandierare
con orgoglio che Noto è patrimonio dell’umanità
e poi non fare nulla per tutelarla concretamente
contro gli atti di autentico vandalismo perpetrati
oltre che dai soliti giovinastri anche dall'ufficio
tecnico comunale attraverso ordini male impartiti
alle imprese pagate dal comune stesso con i soldi
della collettività? Quello che è
stato fatto nel quartiere è un atto di“manutenzione
selvaggia, a macchia di leopardo, dell'acciottolato
mediante l'asfalto usato per le strade. Quando
sono accorsa, chiamata dagli abitanti del quartiere,
non ci potevo credere. Ho avuto un colpo al cuore
di fronte a tanta superficialità ed indifferenza
da parte di chi ci amministra e di chi dovrebbe
vigilare sui lavori. Ma dico, l’ufficio
tecnico preposto che fa? Dorme? Ho fatto la stessa
domanda all’ingegnere capo che mi ha assicurato
che l’indomani di prima mattina si sarebbe
recato sul posto. Bella consolazione! Oramai quello
che fatto è fatto!
Noto,
30 settembre 2005