"Sono gli uomini che sbagliano o siamo noi donne nel giusto?". Siusy Blady

 

Attualità

Noto, fra omicidi, violenza ed atti vandalici

Noto è nuovamente al centro della cronaca...nera. Un marito che dentro casa spappola il cranio alla moglie a martellate e va a suicidarsi in campagna; vandali che lordano con bombolette spray i prospetti degli edifici monumentali; una coppia di anziani coniugi, 84 anni lui e 76 lei, tirati giù dal letto in piena notte e presi a calci e pugni da due malandrini, probabilmente tossici, in cerca di soldi. Una spirale di violenza inaudita per la nostra sonnecchiosa città. Ma cosa sta succedendo? Un quartiere popolare tranquillo, abitato da persone perbene: questo è il teatro dell’efferato delitto consumatosi giovedì scorso, che ha messo in subbuglio la vita dei residenti. In piazza Calatafimi, luogo dove negli anni 40 furono girate alcune scene della Cavalleria rusticana, vive, o meglio viveva, la famiglia Petralito: padre, madre e sei figli. Per uno strano caso del destino, a distanza di tanto tempo in quella stessa piazza la finzione scenica si è trasformata in un terribile fatto di sangue. A cadere ammazzato non è stato "cumpari Turiddu" ma una persona in carne ed ossa, la signora Paolina Pomillo di 49 anni, uccisa a martellate mentre riposava in camera da letto, dal marito, Carmelo Petralito 60 anni ad agosto. Una volta compiuto il folle gesto, il Petralito ha detto alla figlia disperata per non essere riuscita a fermare la follia omicida del padre, di chiamare un'ambulanza per la madre che stava male, ha preso la porta e se n’è andato a suicidarsi in campagna. Nel quartiere raccontano che era molto geloso della moglie, una brava signora che si dava da fare per aiutare la famiglia a tirare avanti cucendo in casa e, se capitava, facendo lavori saltuari. Erano due persone all’apparenza normali. Lui aveva una piccola officina poco distante dall' abitazione e riparava motori. “Pochi soldi portava a casa Petralito in compenso non le lesinava botte da orbi. Tante volte la signora era finita in ospedale” raccontano i vicini. Tesi confermata dalla figlia Giulia: “ Di solito i litigi erano frequenti, lui era un tipo violento ed alzava le mani. Non era la prima la volta. Mia mamma è stata costretta a ricoverarsi tante volte in ospedale per colpa sua. Ora ha fatto il peggio”. Eppure ultimamente i due sembravano più calmi. “Era da poco che avevano sposato l’ultima figlia, un matrimonio fatto con tutti i crismi e la signora era molto orgogliosa di questo”. Ma quale sarà stato il movente? Problemi di soldi? “No- risponde un signore chelo conosceva bene - non ne aveva problemi”. E allora? Aveva dato prima segnali di squilibrio? Risposta lapidaria: “Una volta sì una volta sempre. Il suo stato di salute non è stato valutato correttamente , con gli anni moglie e figli si erano abitutati alla sua ira che, pur temendola, non pensavano potesse sfociare in un delitto così efferato. Oggi Paolina non c'è più e non c'è più nemmeno Carmelo. Che Dio abbia pietà di lui per quello che ha fatto e gli dia la pace che non ha trovato in terra.

 

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