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Attualità
Il
portone della Cattedrale "dimenticato"
aperto
di
Roberto Nastasi
I
giovani troppo spesso giudicati incoscienti
e privi di senso civico se non addirittura
propensi solo ad atti vandalici e delinquenziali
quando occorre, diventano i più attenti
e rispettosi custodi del prezioso patrimonio
artistico ed architettonico della Città.Il
portone della Cattedrale viene spesso “dimenticato”
socchiuso. Considerato che lo scalone antistante
è da sempre il punto di |
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richiamo tranquillo e sereno per gli scambi
di effusioni fra giovani innamorati, in
genere questa dimenticanza viene scoperta
proprio dai giovani. Questa notte si è
ripetuta la scoperta. Potrebbe essere l’occasione
ed il pretesto per una rivincita per le
tante accuse anche a volte ingiuste, subite.
Ma per i giovani delle “due di notte”
ripetendosi non c’è stato un
minimo dubbio sul da farsi: hanno immediatamente
svegliato il loro prete preferito, il responsabile
della pastorale giovanile Don Maurizio Novello.
Con lui hanno provveduto a “mettere
in sicurezza” i beni preziosi della
Cattedrale. |
Don
Maurizio spesso è accusato da qualche
benpensante di “perdere tempo”
con i ragazzi, ma non demorde. E’
convinto che invece bisogni dedicarsi a
loro per capirne le singole necessità,
i comportamenti, le storie. “Purtroppo
- rilevava in un'intervesta il 31 marzo
u.s.) - il più delle volte la famiglia
non è d’aiuto. Si lamentano
dell’incapacità di creare spazi
educativi, culturali, ricreativi per loro,
soprattutto durante la settimana, nel pomeriggio
e la sera. Luoghi dove si possano ritrovare,
dove si possa coltivare l’amicizia,
dove ognuno si senta |
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| responsabile
di quello che fa. Luoghidove si debba obbedire
senza padroni; dove ci siano persone adatte
a intercettare i loro bisogni, anche se
devo dire che il centro giovanile funziona
bene”. Don Maurizio, con l’entusiasmo
e la franchezza che lo contraddistingue,
è riuscito ad accattivarsi la fiducia
incondizionata di tanti giovani di ogni
estrazione sociale, che si “sentono
ascoltati ma non giudicati”. La sua
ricetta, ci confida sorridendo, è
l’empatia. “Empatia non è
solo simpatia per me. Io mi prendo cura
di loro, nel senso che li incoraggio, ma
nello stesso tempo li rimprovero facendo
loro capire che è il richiamo di
chi li vuole bene e non li lascia soli.
I ragazzi apprezzano questo stare dalla
loro parte, non come avvocato né
come amicone ma come prete, una grande figura
di riferimento che però non va confusa
con altre. Mi viene in mente un quadro di
Rembrandt, dove è raffigurato il
padre che abbraccia il figliol prodigo.
Una mano ha le venature tipiche dell’uomo
che dà forza e sostiene; l’altra
è la mano delicata e materna della
donna, che accarezza. Io penso che gli educatori,
i pastori, i genitori, come il Dio di Rembrandt,
abbiano il compito di essere tanto paterni
quanto materni nei riguardi dei ragazzi”.
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Noto,
1 3 luglio 2009 |
Il
mio indirizzo di posta elettronica è :
cetty@cettyamenta.com
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