"Sono gli uomini che sbagliano o siamo noi donne nel giusto?". Siusy Blady

 

Attualità

Signori, si... riparte!

Chiusa la pur entusiasmante parentesi politica che mi ha visto impegnata per quattro anni in consiglio comunale, riprendo da dove ho lasciato. Da sabato sono tornata a fare parte della grande famiglia del giornale “La Sicilia”. Non vi nascondo che l’affettuosità, la stima, il calore con cui sono stata accolta mi hanno commossa moltissimo. E’ stata un’accoglienza senza se e senza ma, fondata su un rapporto di fiducia mai messo in discussione da parte della redazione del giornale che anzi mi ha proposto, spiazzandomi, di cominciare immediatamente, affidandomi il pezzo di apertura di stamattina. Naturalmente tornando a scrivere per la pagina di Siracusa, dovrò adeguarmi allo stile richiesto a chi fa cronaca, senza eccessivi svolazzi e soprattutto senza valutazioni che non siano supportate da fatti concreti e documentati. Da questo punto di vista non ho mai avuto problemi e non ritengo che ne avrò nemmeno ora. Scrivere è una cosa seria. Ne sono stata e ne sono consapevole. Sin dai tempi della Gazzetta del Sud, mi sono sempre fregiata di non avere mai dovuto rettificare una virgola di quanto pubblicato. Scrivere sulla stampa in particolare è un’arte che richiede un alto senso di responsabilità, moralità, obiettività e soprattutto rispetto per chi ti legge. La penna (o meglio la tastiera del pc) non può e non deve essere usata come arma contundente per colpire i tuoi potenziali avversari o come strumento per accattivarti le simpatie dei potenti di turno allo scopo di ottenerne qualche utilità personale! Nel momento in cui si decide di intraprendere questa professione bisogna sapersi mettere dalla parte dei lettori che devono essere informati nel miglior modo possibile. A loro non interessano le tue convinzioni politiche. Loro vogliono conoscere i fatti reali, non “i sentito dire” o le illazioni e tu devi attenerti a questi, buoni o cattivi che siano e da qualunque parte provengano. Mai come in questo campo la massima: “Tanti nemici tanto onore” è calzante e rappresentativa di ciò che deve essere una buona cronista. Io vi assicuro che non vi deluderò. Giornalisticamente ho sempre meritato la vostra fiducia. Non è cambiato nulla.

Noto, 2 luglio 2006

 

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