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Attualità

"Colpevole silenzio" sul depuratore

Sono passati parecchi giorni da quando ho sollevato la problematica del depuratore di Contrada Calabernardo ma ancora nessuno ha aperto bocca sull’argomento. Eppure le mie argomentazioni sono supportate da fatti concreti! Chiunque avrebbe dovuto preoccuparsi di sapere cosa sta succedendo veramente a Calabernardo: i cittadini in primis, gli altri consiglieri comunali, le associazioni ambientaliste, i Verdi. Invece nessuno vuole affrontare l’argomento: perché? Questo tipo di inquinamento che potrebbe mettere al tappeto la nostra più grande ricchezza, ancora oggi la più gettonata in assoluto, il nostro mare, non merita la stessa attenzione delle trivellazioni, della lotta alle discariche abusive, della moria di pesci nel Tellaro? Io ritengo di sì. Ieri sera ho fatto un altro tentativo in consiglio comunale approfittando della presenza del sindaco. Ho chiesto anche una commissione d’inchiesta consiliare che affronti il problema o in subordine un apposito consiglio comunale. Nessuno ha accolto la proposta. Anzi, ho dovuto sentire il consigliere Bosco bacchettarmi bonariamente perché quella sera bisognava parlare di politica alta non di questi problemi, sostenendo per inciso, quasi che io non lo sappia già, che la storia del depuratore è soltanto la punta dell’iceberg in quanto parecchie zone di Noto sono senza fogna! Mi viene da ridere leggendo su Notoinforma le dichiarazioni della Pennavaria, presidente dell’Aspecon che mi ricordano altre dichiarazioni altrettanto entusiastiche dell’assessore Figura in merito al riconoscimento delle 5 vele. La Pennavaria, invece di enfatizzare sulla azione incisiva svolta da quel carrozzone mangiasoldi di nome Aspecon che riceve i soldi dei contribuenti per poi spenderli in trasferte, straordinari e rattoppi fatti male, farebbe bene a prendere atto che la situazione fognaria di Noto è ancora in alto mare ed in città, di “contrade Bambina” ce ne sono tantissime. Quanto poi ad avere risolto il problema del depuratore di Contrada Calabernardo, i fatti parlano chiaro. Signora Pennavaria, creda a me: non basta puntare il dito, alla stregua di una fatina moderna o delle vallette di Rai uno, sullo scarico di reflui urbani che insiste in zona “tre ponti” per risolvere il problema né lo stesso dito potrà bastare a fare uscire il comune dalle secche del depuratore di contrada Calabernardo.

 

Noto, 16 novembre 2005

 

 

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