"Sono gli uomini che sbagliano o siamo noi donne nel giusto?". Siusy Blady

 

Attualità

Lunga vita al nuovo sindaco!

Finalmente è finita. Con il ballottaggio per l’elezione del sindaco, si è concluso un periodo fra i più pesanti di tutta la mia vita. Sinceramente, in questo momento, piuttosto che sentirmi demoralizzata per il fatto che, nonostante i passati 4 anni di non governo della città da parte del centro destra, i notinesi abbiano nuovamente premiato la stessa coalizione, decretando la sconfitta di Raffaele Leone, mi sento sollevata. Basta, basta davvero! Basta con la confusione, con gli inciuci, con gli accordi dell’ultimo momento fatti all’insaputa di tutti e assolutamente privi di risultati. Basta soprattutto con quel senso di disagio, condiviso da moltissimi compagni di partito, che mi ha accompagnato per tutto il periodo della campagna elettorale. Leggevo su un giornale che Raffaele Leone avrebbe perso le elezioni per la rissosità del centro sinistra. Da giornalista so bene che i titoli sono studiati dal redattore per cercare di catturare l’attenzione del lettore e dunque vendere più copie. Devo dire che c’è riuscito anche se suona come una provocazione che mistifica la verità. In effetti se c’è un colpevole di questa sconfitta questi è uno ed uno solo: Raffaele Leone. Nel momento in cui ha deciso di candidarsi alle Primarie avrebbe dovuto accettare le regole del giuoco e capire che avrebbe dovuto essere il leader dell’Unione dei partiti del centro sinistra. Lui invece, preoccupato per qualche contrasto all’interno della coalizione, assolutamente sanabile con un po’ di buona volontà, ha pensato , male, di cautelarsi, rafforzandola con l’MPA.

 

 

In alto: un momento di gioia dei giovani amici di Valvo

 
Non gli era bastato candidare nelle sue liste personaggi che poco o nulla avevano a che fare con il centro sinistra! Quanto ai Ds, invece di puntare i piedi e dire no, abbiamo accettato il suo ricatto:”O l’Mpa o mi ritiro”. Anch’io l’ho fatto, “obtorto collo”, mi dispiace e l’avere condotto una campagna elettorale senza alcun mordente mi ha penalizzata, ma questo è passato remoto e francamente non mi interessa più. Da questo primo errore fatale, altro che rissosità della sinistra, sono derivati tutti gli altri mali, primo fra tutti, l’allontanamento di RC, Verdi, Comunisti italiani e di conseguenza la costituzione della lista “Insieme”. Conclusosi il primo turno, un’altra uscita d’ingegno del leader ha fatto il resto.

E’ stato all’atto della composizione della giunta, quando Leone ha dimezzato di fatto la rappresentanza in giunta dei DS, provocando lo sdegno unanime della sezione, che ha rifiutato, garantendo tuttavia l’appoggio esterno. Come ha risposto Leone? Nominando con un’arroganza senza pari un indipendente DS, di suo gradimento, al posto di quello già indicato a suo tempo. "L’esci ed entra" dei DS, tanto per usare l'espressione del collega, ha fatto il resto riducendo ulteriormente la credibilità della coalizione. Ma il vero colpo di grazia lo ha inferto l’accordo con Bosco, leader dell’UDC, senza alcun motivo ed all’insaputa di tutti. Perché? Soprattutto dopo il violento comizio di Bosco a chiusura della campagna elettorale, perchè? Per non dire di altri inciucerelli che provo imbarazzo a menzionare!

 

A destra un primo piano di Valvo raggiante

 

 

Valvo e signora salutano i cittadini festosi

 

Alla luce di questi fatti non credo dunque che la sconfitta di ciò che restava dell’Unione sia attribuibile alla rissosità di chicchessia. Né possiamo dire:”I notinesi fanno schifo” come ha fatto l’onorevole leghista Speroni per gli italiani che hanno votato No alla revisione della Costituzione! Non sarebbe affatto giusto. I notinesi hanno votato colui che si è presentato più credibile almeno dal punto di vista della coerenza, che ha parlato in piazza senza segreti dei tentativi di allargare la sua colazione ad altre forze, che ha condotto una campagna in allegria senza risparmiarsi, a contatto con la gente, circondato da tanti giovani entusiasti, neoconsiglieri, e persone che non davano la sensazione di essere lì perché si aspettavano qualcosa da lui qualora avesse vinto!

Mentre scrivo questo sono davvero dispiaciuta. Nonostante le mie riserve, avrei preferito un altro epilogo.

 

 

 

Ad ogni modo, nell’augurare con tutto il cuore, nell’interesse della nostra Noto ogni bene al neo sindaco di cui apprezzo l’intelligenza e le belle idee, vorrei concludere con una nota di speranza usando una felice espressione di Piero Chiambretti che sembrerebbe quasi un ossimoro stando ai risultati: "Comunque vada sarà sempre un successo". Il partito della quercia e l’Unione, in caduta libera, a Noto hanno toccato il fondo. Ora è il momento di scuotersi, fare tesoro della batosta appena subita e lavorare seriamente per risalire la china.

 

Noto 27 giugno 2006

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