"Sono gli uomini che sbagliano o siamo noi donne nel giusto?". Siusy Blady

 

Attualità

Evviva, ci portano la tac!

Dovremmo essere contenti che finalmente l’Asl dopo tanta indifferenza nei riguardi del nostro ospedale abbia deciso di attenzionarci, invece….il vento della dell’indignazione soffia forte e sapete perché? Perché questo apparecchio non è né di ultima generazione né, tantomeno, nuovo. Arriverà dall’ospedale di Lentini per il quale è stata acquistata la Tac multislide. Medici che ovviamente ne capiscono più di noi, poveri pazienti a 360 gradi, sostengono che una tac che ha lavorato in un ospedale e che anche all’atto dell’acquisto era per fare esami programmati, tranquilli se no si surriscaldava, ha già dato tanto per cui avrebbe dovuto essere mandata in pensione altro che essere trasportata con tutti gli onori in un altro ospedale. Se è così, allora che cosa ce ne facciamo? Possibile che i nostri ospedali debbano essere dotati di attrezzature vecchie? Questa cosa mi fa venire in mente quando in tempi di mucca pazza, qualcuno cinicamente propose di inviare la carne nei paesi del terzo mondo dove i bambini morivano per fame. Che almeno morissero con le pance piene! Il management siracusano fa con noi la stessa cosa. Una tac anche obsoleta e vecchiotta è sempre meglio che niente. Poi poco importa se l’ apparecchio di radiologia tradizionale usato oggi è… un residuato bellico del vecchio Trigona, “rattoppato” con pezzi provenienti dall’ ex apparecchio dell’Inam di Pachino. Certo, di tanto in tanto l'Asl stupisce con effetti speciali, come quando ha acquistato per i quattro ospedali altrettante macchine computerizzate per lo sviluppo delle lastre, del costo di 500 milioni ciascuna. Queste sì che sono avveniristiche! Peccato però che spesso quella del Trigona, essendo collegata con il succitato" residuato" si blocca mandando in tilt tutta l’attività.Senza contare che da quando c’è la nuova macchina per lo sviluppo non si possono fare le panoramiche delle colonne vertebrali in quanto l’apparecchio non sviluppa le lastre di 90 cm. Quanto ad acquistare con soli 50 milioni delle vecchie lire un tubo pensile per effettuare le radiografie senza la necessità di muovere i traumatizzati, non se ne parla nemmeno. Ma comunque questa è un'altra cosa. Torniamo alla tac. In direzione sanitaria rassicurano e precisano che è efficiente ed è gemella di quella di Avola, ottima per affrontare le emergenze. Grazie alla tac i
pazienti traumatizzati, in situazioni critiche, ictus, emorragia, non dovranno viaggiare da Noto ad Avola, che obiettivamente non è cosa da poco soprattutto per gli ammalati. Insomma il classico bicchiere che può essere mezzo pieno o mezzo vuoto. Una teoria normalmente accettabile, ad eccezione del settore sanitario dove il bicchiere dovrebbe essere stracolmo, visto che ne va di mezzo la nostra pelle..... o no?

Noto, 19 novembre 2006

 

 

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