"Sono gli uomini che sbagliano o siamo noi donne nel giusto?". Siusy Blady

 

Attualità

Vandali e indifferenza

Lo spettacolo che mi si è parato davanti agli occhi ieri è stato indegno e scandaloso: vedere la facciata laterale della chiesa del Crocifisso martoriata mi ha fatto male al cuore e mi ha indignata profondamente. Che razza di bastardo incivile ha potuto fare una cosa del genere? Quale mente insana ha potuto dare a fuoco impunemente i cassonetti dell’immondizia sapendo bene che avrebbe arrecato un grave danno anche alla chiesa appena restaurata? E’ diventata così Noto? Sono diventati così i nuticiani? Chiediamocelo una volta per tutte e facciamoci tutti, dal primo all’ultimo, l’esame di coscienza, senza sconti per nessuno, fossero anche i nostri figli. La mia rabbia non è legata al fatto che la città è patrimonio dell’umanità sotto l’egida dell’Unesco né tantomeno intendo sottolineare il grave danno in termini di immagine e di sviluppo economico che potrebbe calare come una mannaia su tutti noi qualora fra tre anni non dovessimo passare l’esame e Noto venisse depennata dall’Heritage list. In questo momento non me ne può importare di meno. In questo momento il problema è diverso e sta a monte. Riguarda il nostro amore per la città, per le nostre cose, per la nostra storia, le nostre tradizioni. Riguarda quello che ciascuno di noi sa trasmettere agli altri.Che vale dire ad ogni piè sospinto che amiamo Noto quando poi tolleriamo o, peggio ancora, subiamo che sia sistematicamente violentata magari sotto i nostri stessi occhi? Oggi è toccato alla chiesa del Crocifisso, tempo fa è stata la volta dei gradini della cattedrale, dell’Immacolata, dei “mistieri” sparsi in città e nei dintorni e potremmo continuare ancora e ancora e ancora… Oltre agli atti vandalici ad opera di pseudo cittadini, ci sono quelli legalizzati ad opera delle imprese sotto il controllo delle istituzioni preposte. Basti a tale proposito vedere lo scempio del basolato del corso per capire di cosa sto parlando! Ma a parte la violenza ai beni architettonici e monumentali c'è dell'altro. Quante volte abbiamo preferito, e preferiamo per amor di quieto vivere, chiudere gli occhi e tapparci le orecchie per non vedere né sentire i rumori provenienti da qualche cantiere abusivo? Perché tacciamo di fronte al proliferare di ambulanti abusivi che hanno trasformato le loro postazioni in veri e propri negozi? Chi di noi muove un dito se si accorge che qualcuno abbandona per strada qualche vecchio elettrodomestico, o butta l'immondizia dove gli capita, giusto per fare pulizia a casa propria secondo il pensare, purtroppo diventato sempre più diffuso, che le cose di tutti sono di nessuno? Come non capire che una bella casa in un contesto brutto diventa brutta essa stessa? Ditemi che differenza c’è fra coloro che hanno bruciato i cassonetti, coloro che se ne sono dovuti accorgere per forza dato l’orario in cui il fatto è avvenuto, ed i talebani afgani che per sfregio alla cultura dell’occidente distrussero le magnifiche statue di pietra sottraendo un bene di inestimabile valore al mondo intero! E allora, guardiamoci dentro e cerchiamo di fare ciascuno il nostro dovere secondo le proprie competenze. Certamente non aiuta a prendere coscienza del bene comune e della legalità sentire rispondere un assessore in consiglio comunale su precisa interrogazione in merito al proliferare degli ambulanti privi di licenza, che è meglio chiudere un occhio per evitare che, gli interessati, a corto di lavoro, forzino le saracinesche! Né tuttora mi spiego come sia stato possibile che nessuno, ma proprio nessuno, si sia accorto di quello che stava succedendo al Crocifisso, nonostante a due passi ci sia la casa di reclusione! Mi auguro che le forze dell’ordine facciano luce sulla vicenda e che anche questo atto gravissimo non venga archiviato come la bravata dei soliti giovinastri.Mi auguro altresì che anche il sindaco per una volta faccia ciò che gli richiediamo da tempo a gran voce promuovendo un incontro con tutte le forze dell'ordine presenti nel territorio per studiare una strategia capace di porre freno alla dilagante pratica del vandalismo a Noto. Se anche stavolta tutto dovesse arenarsi, potremo dire che per Noto non c'è futuro.

Noto 18 settembre 2005

 

 

 

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