I
"Caminanti" non sarebbero zingari ma piuttosto
siciliani girovaghi. Questa è la tesi di
Francesca Iacono che, mettendo in discussione stereotipi
radicati, ci invita a riflettere. "C'è una paura
antica nei riguardi degli zingari. In realtà i Caminanti
non lo sono anche se hanno qualcosa che li accomuna.
A mio parere sono siciliani girovaghi. Osservandoli
dall'interno della loro comunità, ho notato quanti
punti abbiano in comune con la cultura tipica dei
nostri avi: il culto della campagna, la pulizia
fatta in un certo modo, il modo di cucinare, di
disossare gli animali, la sacralità della casa.
Quanto al termine Caminanti, è oramai riferibile
al quartiere ed alla logica di divisione che la
società notinese continua a praticare. La comunità
oggi è per la maggior parte stanziale. Ogni nucleo
familiare vive nella propria casa o nelle case popolari".
L'obiettivo primario è educare i Caminanti
a regole di civiltà, nel rispetto delle loro origini
dei loro usi e costumi. Grazie all'intervento sulle
famiglie una buona parte di ragazzi frequenta le
scuole medie, il corso serale, una ragazza oggi
va all'Istituto d'arte, cosa impensabile fino a
qualche anno addietro. "Sta finalmente crescendo
negli adulti la convinzione che con lo studio si
possa migliorare e che i figli possano crescere
in modo diverso- ha aggiunto la Iacono- Nelle mamme
giovani che hanno a loro volta frequentato le elementari
c'è una maggiore coscienza. Noi lavoriamo molto
soprattutto sui bambini che sono "la chiave" per
raggiungere gli adulti". Il progetto di integrazione
socio scolastica curato da Francesca Iacono, segue
l'esperienza del progetto "Città laboratorio" che
portò i docenti per strada fra le roulottes e nei
quartieri degradati. Il maestro affiancava la famiglia
nel pomeriggio per far fare i compiti ai bambini.
Nelle case dei caminanti più disponibili o davanti
ad una roulotte si riunivano i bambini della strada
per studiare.Questo esperimento indusse i bambini
a frequentare più assiduamente ed i dirigenti scolastici
a richiedere maggiore attenzione. "Oggi abbiamo
un quadro dei nomadi relativamente alla frequenza,
alla regolarità, all'adempimento delle vaccinazioni
sanitarie. " Molti docenti hanno lavorato tenacemente
per sensibilizzare le famiglie nei riguardi della
frequenza scolastica e si sono attivati per l'integrazione
completa. In alcuni plessi i bambini sono stati
distribuiti in maniera uniforme nelle classi favorendo
l' integrazione. in altri invece i nomadi sono stati
raggruppati in poche classi. Qui purtroppo si è
registrato il maggiore disagio fra i ragazzi".