Il
negozio di corredi "Giacchino" chiude
segnando la fine di un'epoca
Il
negozio "Giacchino" dopo ottant'anni di attività
passa la mano. I titolari, Manuelita Giacchino ed
il marito Masino Perna, lo hanno venduto e presto
i corredi da sposa e la biancheria intima saranno
rimpiazzati da capi di abbigliamento giovane. La
signora Manuelita subentrata al padre nel 1975,
cerca di farsene una ragione. Razionalmente spiega
che la sua salute è malferma ed i tempi sono cambiati,
però mentre parla non riesce a frenare qualche lacrima.
A quell'attività ha dedicato quasi trent'anni
della sua vita. In realtà nel negozio, messo sù
nel 22 dai genitori della signora Giacchino, nei
primi tempi si vendevano stoffe. Poi si passò ai
corredi da sposa ed il negozio divenne ben presto
il punto di riferimento delle madri di figlie da
maritare. La mania del corredo derivava dal fatto
che un genitore, sapendo che una volta sposati,
i figli avrebbero dovuto far fronte ad altre spese,
preferiva sobbarcarsi l'onere al posto loro, cominciando
a pensarci sin dalla loro più tenera età ed acquistando
ogni cosa nel
La
signora Paolina Giacchino in una foto scattata nel
50
corso
degli anni. L'attività commerciale a dire della
signora, fino a venti anni fa, dava maggiori soddisfazioni.
Il rapporto fra il cliente e il venditore era basato
sulla reciproca stima. Il compratore cercava il
consiglio del venditore che a sua volta si sentiva
investito di questa responsabilità perché non voleva
deludere la fiducia del cliente. Oggi invece la
grande distribuzione e l'uso di commesse nella gestione
dei negozi hanno ridotto quasi a zero il rapporto
con il venditore. Sono cambiate inoltre le preferenze
dei consumatori. "Fino a 20 anni fa - ricorda la
signora Giacchino- le madri si impegnavano, facendo
sforzi economici immensi. Anche se appartenevano
ad un ceto molto modesto, quando si trattava di
pensare al corredo delle figlie, tutto andava in
secondo piano. Era una cosa sacra ed ogni mamma
cercava le cose più belle per la figlia". E oggi?
I giovani non vogliono sentir parlare di corredi
e rimbrottono le loro madri quando si azzardano
a comprare un capo. La loro filosofia è acquistare
qualcosa dove capita, man mano che serve. Il fatto
che l'asciugamano non asciughi bene diventa marginale.
Mettere una bella tovaglia, apparecchiare con gusto
una tavola non interessa più perché si preferisce
invitare gli amici al ristorante pittosto che riceverli
a casa. Anche le belle lenzuola non servono più
perché si dà alla luce in ospedale o nelle cliniche.
Un tempo invece, quando si partoriva in casa, c'era
bisogno dell'asciugamano di lino ricamato per il
dottore e per la levatrice mentre il letto matrimoniale
doveva essere un incanto. Erano altri tempi. Oggi
la vita è frenetica e le donne, impegnate anche
fuori casa, non possono certo passare ore al ferro
da stiro anche se ci sono le lavanderie che potrebbero
stirare e lavare al posto loro. Chissà, magari
fra qualche cinquantennio, secondo la teoria dei
corsi e ricorsi, si riscoprirà nuovamente
il gusto per le cose belle!