"Coraggio, il meglio è passato". Ennio Flaiano.

 


La banda comunale intitolata alla memoria del direttore Francesco Mulè

(in margine la testimonianza di una pronipote del direttore)

Diamo a Cesare quel che è di Cesare.….ed al compianto direttore del corpo bandistico municipale "Città di Noto" Francesco Mulè il dovuto riconoscimento alla sua attività di musicista e maestro concertatore. Così è stato e la scuola musicale municipale con annesso corpo bandistico, sono stati intitolati alla memoria dell'indimenticabile direttore sotto la cui trentennale guida la banda raggiunse prestigiosi livelli. I notinesi non hanno mai dimenticato gli anni fastosi in cui, sotto la direzione di Rosario Mulè a cui seguì il figlio Francesco, era annoverata fra le più importanti di Sicilia. Nel 68 con il collocamento a riposo di Francesco Mulè, la direzione fu affidata prima al maestro Alfonso Striano e poi al maestro Gaetano Belfiore. Intanto erano iniziati tempi difficili che ne determinarono lo scioglimento. Quando tutto sembrava ormai perduto, il direttore Gaetano Alicata, con energia, impegno, entusiasmo e buona volontà ha deciso di rimettere in piedi il complesso strumentale, dapprima in forma privata, con l'impegno del comune e di autorità ecclesiastiche, puntando soprattutto sui giovani. Contemporaneamente si è mosso per far sì che venisse istituita una scuola comunale musicale. Nessuno alcuni anni fa avrebbe scommesso un soldo sulla nuova formazione, eccetto il direttore che non si è sottratto alle critiche feroci degli appassionati, memori dei bei tempi in cui i concerti per banda tenuti al palchetto della musica erano un godimento per le orecchie. Pian piano però la qualità è cresciuta insieme ai musicisti che hanno perfezionato le loro tecniche al punto che oggi nemmeno i più ostinati rimpiangono i tempi andati. L'attuale corpo bandistico "Francesco Mulè-Città di Noto" è composto da circa 70 elementi e si esibisce con un vastissimo repertorio che racchiude brani di classico bandistico e moderno, composizioni scritte dallo stesso direttore Alicata, musiche da film, brani di musica leggera e lirica. Le esecuzioni perfette sono tornate ad entusiasmare gli spettatori che partecipano nuovamente numerosi ai concerti. Il concerto di Capodanno ad esempio è diventato un appuntamento attesissimo dei notinesi che si accalcano ai botteghini del teatro per festeggiare, a suon di buona musica, l'anno nuovo. "In questi anni ho profuso le mie energie perché Noto riavesse un corpo bandistico all'altezza della sua storia- ha dichiarato il direttore Gaetano Alicata che fra l'altro non è nemmeno notinese- I riconoscimenti tributatici nei concorsi nazionali ed esteri sono la testimonianza che siamo sulla strada giusta. Ho ritenuto doveroso avanzare alle istituzioni locali la proposta di dedicare la scuola musicale ed annesso corpo bandistico al grande direttore Mulè per ciò che ha significato nella storia della musica di questa città. L'accordo è stato unanime. Da modesto cultore dell'arte musicale ritengo che egli sia stato un grande maestro dell'orchestrazione moderna. A tal proposito sarebbe mio vivo desiderio realizzare un concerto corale e strumentale con le sue musiche". Commosso il figlio del direttore scomparso. "Sono davvero felice-ha sottolineato Rosario, insegnante, che porta il nome del nonno, altra pietra miliare nella storia dell'orchestra di fiati notinese. Con lui torniamo indietro al tempo quando la sua casa era "un porto di mare" a cui approdavano grandi musicisti e direttori d'orchestra dell'epoca. Con Pietro Mascagni in particolare ci fu un rapporto di stima reciproco. "Il maestro, mi raccontava mia madre, aveva apprezzato molto le operette che aveva scritto papà- racconta- Egli è stato nostro ospite due volte, nel 33 e nel 35 ed in occasione della prima della Cavalleria rusticana a Livorno volle che mio padre fosse presente". Un'amicizia sincera "cementata" dalla tenuta a battesimo di Rosario. "La mia casa era pervasa di musica: il nonno, mio padre, la mamma, pianista al cui giudizio papà teneva moltissimo. Io purtroppo non ho seguito le orme musicali di famiglia però spero che i miei nipoti o i loro figli continuino la tradizione".

Noto 5 Giugno 2002

Gentile signora Amenta, ho letto con molto piacere e un pizzico di emozione il, suo articolo sulla banda città di Noto e sui maestri Mulé, padre e figlio. Io sono una delle discendenti di questa prestigiosa famiglia essendo per parte di madre, nipote di Angelina Mulè Brancati (altro cognome illustre) sorella del maestro Francesco. Ho conosciuto il mio prozio quando già aveva lasciato la direzione ma i ricordi di mai madre e dei miei cugini nonché di altre persone che hanno avuto la fortuna di ascoltarlo sono ben vivi e la sua musica che andrebbe maggiormente diffusa e valorizzata ne rende testimonianza. Mi ha particolarmente commossa la speranza di mio cugino Rosario che la vocazione paterna continui in un discendente anche perché questi discendenti ci sono già: uno dei nipoti del maestro è cantante lirico e mia figlia, Antonella Mondì, 21 anni, studia composizione e proprio quest'anno una sua romanza è stata eseguita in pubblico durante i saggi del conservatorio di Messina. A maggior ragione dunque la ringrazio per l'attenzione rivolta a ricordo di questi musicisti che hanno fatto grande il nome di Noto. A proposito, nemmeno il maestro Rosario era di Noto essendo nato a Terranova di Sicilia. Nella speranza che la memoria della loro opera serva da sprone a risveglio della vostra ( nostra) bella città.

Cordiali saluti

Angela Bottari

Messina 18 Settembre 2002

 

home | indice costumi