" Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtute e canoscenza". Dante Alighieri

 

Cava Grande del Cassabile fra incantevoli paesaggi e storia

Cava grande del Cassibile: uno straordinario canyon da conoscere profondamente e valorizzare, una riserva naturale ricca di insediamenti rupestri, i dieri, scavati nella roccia, i suoi laghetti, oasi di freschezza nelle torride giornate estive. Sul fenomeno trogloditico in Sicilia sarebbe emersa una notizia straordinaria: secondo uno fra i più importanti studiosi di archeologia medievale, il professore Aldo Messina, il fenomeno da sempre attribuito al periodo bizantino, antecedente la dominazione araba, molto verosimilmente sarebbe invece stato importato dagli arabi dove era molto diffuso. Anche questi insediamenti rupestri dunque si sarebbero affermati in epoca araba.

Laghetti(foto Cataneo)

"Quello che propone Messina, sulla base degli studi fatti in Puglia e in Turchia - ha specificato lo speleologo Vincenzo Belfiore- ritarda tutto al periodo della dominazione araba e all'immediata dominazione normanna quando i re lavorano per la conversione della popolazione islamizzata alla religione cristiana". Ma perché Cava grande del Cassibile? Alla domanda segue una risposta affascinante: "Il termine cava nasce dalla tradizione popolare siciliana ed esprime la tipica incisione fluviale che non è quella classica dei fiumi. Essa presenta infatti un profilo con pareti precipiti che il corso d'acqua ha eroso in parte meccanicamente in parte carsicamente. L'aggettivo grande, in dialetto "ranni" ne identifica l'estensione. Cava grande è dunque la traduzione letterale di gran canyon. Quanto a Cassibile, si riferisce al fiume omonimo. Cascibaris è già citato dalla storiografia greca però fino a oggi si era pensato che l'insediamento più vicino fosse ad Avola antica in quanto Abolla, il casale citato dallo storiografo Stefano Bizantino, si riteneva fosse Avola. Invece secondo Aldo Messina probabilmente il casale rupestre che conta quasi duecento ambienti collegati da scale, cunicoli gallerie, era Real Cassibula, cioè il castello di Cassibile. Dunque nulla da spartire con Avola antica che fu fondata nel 1100.

Un altro scorcio(Foto Cataneo)

Questa tesi sarebbe suffragata dal fatto che il geografo arabo-siculo El Hidris nella descrizione del territorio di Noto dice che "fra Noto e il mare-non sul mare- esiste un casale detto Cassibile. Questa sarebbe l'ipotesi più ovvia ma mai presa in considerazione, sviati dall'idea che Cassibile fosse là dove oggi si trova, è dunque che il caseggiato sul fiume Cassibile si chiamasse Cassibile e non Abolla". Ma Cava grande è destinata a diventare una grande risorsa turistica.In tale direzione vanno gli itinerari proposti da un gruppo di associazioni insieme al Dipartimento delle foreste ed al Gal Eloro, che permetteranno di fruire della zona a trecentosessanta gradi. Paesaggio ma anche conoscenza degli insediamenti rupestri e delle attività svolte dall'uomo. Tutti potranno scoprire il fascino di Cava grande grazie alla diversificazione delle offerte. A seconda del livello di preparazione si potranno scegliere percorsi più o meno facili.Un percorso accompagnerà i visitatori fra i mulini ad acqua con un sistema a ruote orizzontali,tecnologia avanzata importata. A Manghisi c'e un accesso che consente anche ai disabili di godere della zona più ricca di vegetazione della cava. Per gli appassionati di roccia ci sono le arrampicate.

Uno scalatore alle prese con la parete rocciosa (foto Amenta)

E' stata creata una lunga via di arrampicata con cinque tiri per un dislivello di 140 metri. Per la prima volta due pareti sono state armate con soste, catene e chiodi. Un itinerario si muove invece fra i Dieri. Anche per questo itinerario è necessaria una certa conoscenza delle tecniche di progressione su corda. Si tratta comunque di percorsi chiusi e fruibili solo con accompagnatore eccetto quello classico Belvedere- laghetti, aperto tutto l'anno. "Ancora c'è molto lavoro da fare -ha commentato Belfiore- però è un buon inizio. Soprattutto oggi sappiamo cosa fare per rendere fruibile la cava, secondo una nuova visione di gestione, emersa dalla tre giorni di studi su Cava grande".

gennaio 2004