
Aspettando
Giufà
Dopo
cinque anni di esilio, Giufà in groppa al
suo somaro ha fatto il suo ingresso in città.
Accompagnato da tanti giovani che in tutti questi
anni non lo hanno mai dimenticato, ha raggiunto
i suoi quartieri popolari allietando con storie
e danze, grandi e piccini. E' iniziata così
la manifestazione più amata “dal popolo
di Giufà” e più osteggiata da
coloro che hanno sempre preso le distanze dall’idiota
saggio. Ne ricostruiamo la storia con il direttore
artistico delle prime due edizioni Giovanni Di Maria,
ritenute coralmente le migliori. Da lui apprendiamo
che il primo Giufà, esperito prima della
musica, del teatro, del cinema, è stato un
lavoro sul campo fatto con gli anziani di Noto ed
inserito all’interno di un programma quadriennale
richiesto dall’assessore Corrado Sofia a dimostrazione
che anche la memoria,
non solo le pietre andava tutelata.
,

Il
progetto risale al 92-93 ma non vede mai la luce
a causa della morte improvvisa del sindaco Passarello.
Nel 94 si tiene a Noto il primo convegno internazionale
denominato “Gli orizzonti di Giufà”,
organizzato dallo stesso Di Maria col contributo
di parecchi studiosi. In margine al convegno si
sarebbe dovuta tenere anche una kermesse di danza
e musica del mediterraneo e dell’oriente,
con i suoi rituali. Purtroppo però i soldi
non lo consentono per cui si opta per un spettacolo
teatrale di buon livello, prodotto da un gruppo
di Palermo ed una mostra di illustrazioni e quadri
dedicata a Giufà allestita dal comune di
Enna. Il festival viene rinviato all’anno
successivo.La prima edizione del festival internazionale
ha un grandissimo successo. Nel 96 il festival viene
riconfermato. La sua struttura rimane immutata.
Nel 97 si spezza il feeling fra Di Maria ed il sindaco
Leone, succeduto a Passarello. Il comune segue altre
strade ma pian piano la manifestazione perde molto
del sapore originario che ne aveva fatto un evento
di caratura internazionale e si trasforma in notte
di musica etnica. Ciò non sminuisce comunque
l’interesse dei tantissimi giovani che giungevano
a Noto da ogni parte d’Italia per partecipare
all’evento mentre la stampa specializzata
continua a dedicare alla Notte di Giufà pagine
e pagine di commenti, resoconti e critiche positive.
Purtroppo però tutto ciò non basta
a ridurre le feroci polemiche di tanta gente che
non condivide la scelta dell’amministrazione
Leone di farne insieme all’Infiorata uno dei
due eventi di punta in grado di convogliare nella
città barocca, ciascuna per le sue particolarità,
turisti da ogni parte d’Italia. Molti uomini
di cultura, politici, appartenenti alla cosiddetta
società civile puntano il dito contro “La
notte di Giufà” che, lungi dall’essere
un valore aggiunto per Noto a loro dire, ne danneggiava
l’immagine trasformandola, in quei giorni
in un covo di giovani ubriaconi e tossici. Subentrato
a Leone il sindaco Accardo, “La notte di Giufà”
viene bruscamente interrotta. Alle rimostranze dei
giovani che presentano una petizione supportata
da migliaia di firme, si chiarisce che la Notte
è stata soltanto sospesa fino a data da destinarsi.
In realtà finchè dura la sindacatura
di Accardo della Notte di Giufà non si parla
nemmeno. Il nuovo sindaco Valvo, eletto lo scorso
maggio, a sorpresa l’ha inserita nel suo programma
elettorale e, all’indomani delle elezioni,
ha ricontattato Giovanni Di Maria chiedendogli di
riproporre Giufà secondo la struttura che
lo aveva caratterizzato nel 96. Il 21 dunque, oltre
ai vari momenti previsti in calendario, tornerà
l’attesa kermesse di musica, video, storie,
incentrate su Giufà, il matto dalle mille
facce, l’ idiota saggio, frutto di tante culture
che si incontrano. Buona fortuna, Giufà!
estate
2006