"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtute e canoscenza". Dante Alighieri

 

Noto avrà il museo polivalente: parola dell'archeologo Lorenzo Guzzardi

Noto avrà un museo polivalente, dislocato in due edifici settecenteschi nel cuore del centro storico ( l'ex convento di santa Chiara e l'ex convento del Santissimo Salvatore). Il direttore del museo Lorenzo Guzzardi ne è certissimo. I due palazzi monumentali si trovano l'uno di fronte all'altro, al corso Vittorio Emanuele. Nell'ex convento di Santa Chiara, fresco di restauro, avrà sede la galleria d'arte moderna che comprenderà una sezione dedicata all'artista Pirrone.

Ala del convento del Ss. Salvatore, sede del museo archeologico, ad ovest della chiesa dell'Immacolata.

In un'altra sezione saranno esposte le opere donate dagli artisti nel corso degli anni. Il museo archeologico resterà invece sempre nell'ala est dell'ex monastero del Santissimo Salvatore, chiuso da anni e puntellato con travi in acciaio, oramai inutili ma lasciate lì in attesa dell'inizio dell'ultima tranche di lavori. Anche questo momento sembra essere arrivato e nei prossimi giorni l'ex monastero dovrebbe trasformarsi in cantiere. Sul tempo necessario al completamento dell'opera, il dottore Guzzardi non si è voluto sbilanciare anche se ha assicurato che chiederà informazioni dettagliate all'architetto Susan della Soprintendenza direttore dei lavori. Quanto al museo Santa Chiara c'è un progetto di sistemazione della galleria Pirrone. Non appena la soprintendenza lo approverà, si tratterà di appaltarlo ed iniziare i lavori di sistemazione. D'altra parte i tempi stringono in quanto, per superare i problemi di natura giuridica legati al lascito fatto al Comune, ha rilevato Guzzardi, la condizione era che la collezione venisse esposta. In realtà si era iniziato al museo archeologico poi la sua chiusura l'ha interrotto. "Non potremo esporre tutto ciò che appartiene all'arte moderna e contemporanea- ha dichiarato il direttore- però abbiamo già fatto un percorso ed una catalogazione delle opere per conto del comune e del museo a cura di uno storico dell'arte. Non riteniamo che la sistemazione sia del tutto definitiva ma pensiamo si tratti di un primo tassello perché si possa cominciare a parlare di museo realmente fruibile. Nel frattempo lavoreremo sul museo archeologico e sul vecchio percorso che intendiamo adattare su un'ipotesi progettuale di massima. Per ridurre i tempi morti cominceremo a studiare l'allestimento così quando saranno completati i lavori di consolidamento legati all'edificio, potremo subito iniziare i lavori di allestimento delle vetrine, dei reperti archeologici e soprattutto del santuario di Demetra e Core, già sistemato là".

febbraio 2004