
L'Infiorata,
un evento incomparabile
La
nostra Infiorata, nel contesto in cui viene realizzata,
è assolutamente incomparabile. Posso anticipare
per chi non l'ha mai vista, senza tema di essere
smentita, che lo spettacolo che vi si parerà
davanti agli occhi sabato mattina o venerdi notte,
per i più curiosi, vi abbaglierà.
L’Infiorata è l’evento in cui
la nostra città, indossati gli abiti della
festa, si trasforma lasciando puntualmente sorpresi
non solo i turisti ma persino gli stessi notigiani.
Il tappeto di fiori viene “steso” nella
suggestiva via Nicolaci, all’ombra dei mensoloni
che reggono i balconi dell’omonimo palazzo,
ritenuti negli antichi testi siciliani i più
belli del mondo. Voglio precisare comunque che tutta
la città è coinvolta nella manifestazione.
Non c’è una piazza, il sagrato di una
chiesa, un cortile che non abbia il suo bozzetto
floreale. Non c’è famiglia in cui almeno
un suo esponente non partecipi alla posa in opera
dei petali oppure al corteo barocco come figurante.
eeeee
particolari
dell ' Infiorata 2004
Diciamo
che questo è un modo per dimostrare il nostro
affetto verso la città e verso l’Infiorata
stessa che, pur essendo stata “importata”
da Genzano 25 anni fa, ci ha conquistato tutti radicandosi
completamente nella nostra storia. In questi anni
c’è stato naturalmente qualche timido
tentativo di emulazione da parte delle cittadine
vicine. L’esito però non è stato
soddisfacente, anche loro si sono rese conto che
l’Infiorata di Noto è tutta un’altra
cosa. Vedete, non si tratta soltanto di realizzare
qualche bozzetto floreale! L’infiorata sembra
essere nata apposta per Noto, per l’oro delle
pietre dei suoi palazzi nobiliari e delle sue chiese,
per l’eleganza barocca del suo centro storico,
per la magnificenza della via Nicolaci, una perla
unica racchiusa fra la chiesa di Montevergini in
alto, il palazzo Nicolaci a destra e palazzo Trigona,
palazzo Modica e palazzo Landolina a sinistra.
eeeeee
A
dimostrazione di ciò che ho affermato, è
il fatto che ogni anno i visitatori restano stupefatti
anche quando le realizzazioni, per la difficoltà
del tema prescelto, non raggiungono livelli qualitativi
ottimali. Ciò che conta è la visione
d’insieme, di quel tappeto di fiori multicolori
che diventa un vero colpo d’occhio. A tale
proposito, se volete godere di uno spettacolo indimenticabile,
vi suggerisco di salire sul campanile della chiesa
del Collegio, proprio di fronte a via Nicolaci da
cui, oltre all’Infiorata, potrete ammirare
i tetti di Noto. Altro posto incantevole sono i
balconi di palazzo Nicolaci.L'Infiorata
è sbarcata a Noto per la prima volta nel
1980 per una fortunata coincidenza. Alcuni mesi
prima infatti il sindaco e l’assessore del
tempo avevano partecipato al congresso dell’ANCI
tenutosi nei paraggi di Genzano. Si “imbatterono”
nell’infiorata e si dissero che la nostra
città si prestava ad accogliere la stessa
manifestazione. Così decisero di provare.
Per la prima edizione invitarono i maestri di Genzano.
I notinesi rimasero subito affascinati e, man mano
che il lavoro andava avanti, cresceva l’entusiasmo.
I genzanesi ci insegnarono l'arte di "dipingere"
coi petali dei fiori. L’anno successivo ci
cimentammo da soli. Certo i risultati complessivi
non furono granché però, anno dopo
anno, la qualità si è elevata ed oggi
possiamo dire che, se non abbiamo superato i maestri
quantomeno siamo al loro stesso livello. A mio parere
comunque quella domenica dell'80 segnò il
momento in cui i notigiani, davanti a quello spettacolo
mozzafiato, riuscirono a percepire l'enorme potenziale
di Noto, come città d’arte. All’inizio
accennavo al fatto che, i più curiosi potrebbero
andare da mezzanotte in poi in via Nicolaci. Se
lo farete assisterete direttamente alla posa in
opera dei petali che si protrae normalmente fino
all’alba. Non c’è grande confusione
ed in genere l’Infiorata del venerdì
notte è per prassi consolidata, dei notinesi
che se la godono dal primo all’ultimo petalo
posato sul disegno. Sabato
e domenica invece è lasciata ai visitatori.
Altra
manifestazione è il corteo barocco la cui
istituzione è molto recente. Esso conta ben
200 figuranti in costume d’epoca.
eeeee
Andando in giro per il centro storico sin da sabato
vi capiterà certamente di incontrare banditori
in costume che annunzieranno il corteo dell'indomani.
Inoltre all’ingresso dei palazzi nobiliari
troverete figuranti che rappresentano i nobili delle
casate notinesi. E a Noto, permettetemi un inciso,
di casate ce n’erano tante: Trigona, Landolina,
Nicolaci, Rau della Ferla, Astuto, Impellizzeri.
Oggi alcune si sono estinte. Noto è stata
sempre definita città di nobili e di preti
a giustificare l’alto numero di palazzi e
chiese. A ridosso della Noto dei nobili e del clero
c’è la Noto minore, del popolo, che
ha costruito le sue modeste abitazioni a fianco
dei palazzi dando origine ai quartieri popolari
molto caratteristici. La particolarità del
tessuto urbano sta nel fatto che basta lasciare
di pochi metri il corso ed immettersi in qualche
stradina per ritrovarsi nel quartiere della Macchina
del ghiaccio, ad esempio, oppure lasciare via Cavour,
la via dei palazzi nobiliari per ritrovarsi immediatamente
nel quartiere Santa di Santa Caterina o dell'Agliastrello.
Questa sorta di osmosi fra nobiltà e ceto
popolare, stando a quanto affermano con un pizzico
di invidia gli abitanti dei paesi vicini, pare che
abbia inciso sul carattere ed il modo di fare dei
notinesi.
Mi avvio rapidamente alla conclusione con un suggerimento,
diciamo, di servizio, consigliandovi di andare in
giro per le tante mostre sparse in ogni angolo della
città. Sono pregevoli e vi consentiranno
fra l’altro di entrare in alcuni palazzi nobiliari
e visitare luoghi incantevoli, normalmente chiusi
al pubblico per restauri. Fra le visite obbligate
vi raccomando e concludo, la Loggia del mercato,
pertinenza del palazzo Nicolaci, oggi restaurata,
ma adibita fino agli anni 70 a mercato, con l’assenso
del Principe Corrado. Nei tre giorni dell’Infiorata
brulica di artisti vari.
Che dire? Questa è Noto, la mia città
che amo tanto. Vi ho dato qualche ragguaglio alla
buona. Ora tocca a voi scoprirla e portarvene il
ricordo nelle vostre città.
16 Maggio 2004