"Toma, es solo un corazon, tenlo en tu mano, y cuando llega el dia, abre tu mano para que el sol lo caliente". Ernesto Guevara

 

L'Infiorata, un evento incomparabile

La nostra Infiorata, nel contesto in cui viene realizzata, è assolutamente incomparabile. Posso anticipare per chi non l'ha mai vista, senza tema di essere smentita, che lo spettacolo che vi si parerà davanti agli occhi sabato mattina o venerdi notte, per i più curiosi, vi abbaglierà. L’Infiorata è l’evento in cui la nostra città, indossati gli abiti della festa, si trasforma lasciando puntualmente sorpresi non solo i turisti ma persino gli stessi notigiani. Il tappeto di fiori viene “steso” nella suggestiva via Nicolaci, all’ombra dei mensoloni che reggono i balconi dell’omonimo palazzo,
ritenuti negli antichi testi siciliani i più belli del mondo. Voglio precisare comunque che tutta la città è coinvolta nella manifestazione. Non c’è una piazza, il sagrato di una chiesa, un cortile che non abbia il suo bozzetto floreale. Non c’è famiglia in cui almeno un suo esponente non partecipi alla posa in opera dei petali oppure al corteo barocco come figurante.

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particolari dell ' Infiorata 2004

Diciamo che questo è un modo per dimostrare il nostro affetto verso la città e verso l’Infiorata stessa che, pur essendo stata “importata” da Genzano 25 anni fa, ci ha conquistato tutti radicandosi completamente nella nostra storia. In questi anni c’è stato naturalmente qualche timido tentativo di emulazione da parte delle cittadine vicine. L’esito però non è stato soddisfacente, anche loro si sono rese conto che l’Infiorata di Noto è tutta un’altra cosa. Vedete, non si tratta soltanto di realizzare qualche bozzetto floreale! L’infiorata sembra essere nata apposta per Noto, per l’oro delle pietre dei suoi palazzi nobiliari e delle sue chiese, per l’eleganza barocca del suo centro storico, per la magnificenza della via Nicolaci, una perla unica racchiusa fra la chiesa di Montevergini in alto, il palazzo Nicolaci a destra e palazzo Trigona, palazzo Modica e palazzo Landolina a sinistra.

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A dimostrazione di ciò che ho affermato, è il fatto che ogni anno i visitatori restano stupefatti anche quando le realizzazioni, per la difficoltà del tema prescelto, non raggiungono livelli qualitativi ottimali. Ciò che conta è la visione d’insieme, di quel tappeto di fiori multicolori che diventa un vero colpo d’occhio. A tale proposito, se volete godere di uno spettacolo indimenticabile, vi suggerisco di salire sul campanile della chiesa del Collegio, proprio di fronte a via Nicolaci da cui, oltre all’Infiorata, potrete ammirare i tetti di Noto. Altro posto incantevole sono i balconi di palazzo Nicolaci.L'Infiorata è sbarcata a Noto per la prima volta nel 1980 per una fortunata coincidenza. Alcuni mesi prima infatti il sindaco e l’assessore del tempo avevano partecipato al congresso dell’ANCI tenutosi nei paraggi di Genzano. Si “imbatterono” nell’infiorata e si dissero che la nostra città si prestava ad accogliere la stessa manifestazione. Così decisero di provare. Per la prima edizione invitarono i maestri di Genzano. I notinesi rimasero subito affascinati e, man mano che il lavoro andava avanti, cresceva l’entusiasmo. I genzanesi ci insegnarono l'arte di "dipingere" coi petali dei fiori. L’anno successivo ci cimentammo da soli. Certo i risultati complessivi non furono granché però, anno dopo anno, la qualità si è elevata ed oggi possiamo dire che, se non abbiamo superato i maestri quantomeno siamo al loro stesso livello. A mio parere comunque quella domenica dell'80 segnò il momento in cui i notigiani, davanti a quello spettacolo mozzafiato, riuscirono a percepire l'enorme potenziale di Noto, come città d’arte. All’inizio accennavo al fatto che, i più curiosi potrebbero andare da mezzanotte in poi in via Nicolaci. Se lo farete assisterete direttamente alla posa in opera dei petali che si protrae normalmente fino all’alba. Non c’è grande confusione ed in genere l’Infiorata del venerdì notte è per prassi consolidata, dei notinesi che se la godono dal primo all’ultimo petalo posato sul disegno. Sabato e domenica invece è lasciata ai visitatori. Altra manifestazione è il corteo barocco la cui istituzione è molto recente. Esso conta ben 200 figuranti in costume d’epoca.

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Andando in giro per il centro storico sin da sabato vi capiterà certamente di incontrare banditori in costume che annunzieranno il corteo dell'indomani. Inoltre all’ingresso dei palazzi nobiliari troverete figuranti che rappresentano i nobili delle casate notinesi. E a Noto, permettetemi un inciso, di casate ce n’erano tante: Trigona, Landolina, Nicolaci, Rau della Ferla, Astuto, Impellizzeri. Oggi alcune si sono estinte. Noto è stata sempre definita città di nobili e di preti a giustificare l’alto numero di palazzi e chiese. A ridosso della Noto dei nobili e del clero c’è la Noto minore, del popolo, che ha costruito le sue modeste abitazioni a fianco dei palazzi dando origine ai quartieri popolari molto caratteristici. La particolarità del tessuto urbano sta nel fatto che basta lasciare di pochi metri il corso ed immettersi in qualche stradina per ritrovarsi nel quartiere della Macchina del ghiaccio, ad esempio, oppure lasciare via Cavour, la via dei palazzi nobiliari per ritrovarsi immediatamente nel quartiere Santa di Santa Caterina o dell'Agliastrello. Questa sorta di osmosi fra nobiltà e ceto popolare, stando a quanto affermano con un pizzico di invidia gli abitanti dei paesi vicini, pare che abbia inciso sul carattere ed il modo di fare dei notinesi.
Mi avvio rapidamente alla conclusione con un suggerimento, diciamo, di servizio, consigliandovi di andare in giro per le tante mostre sparse in ogni angolo della città. Sono pregevoli e vi consentiranno fra l’altro di entrare in alcuni palazzi nobiliari e visitare luoghi incantevoli, normalmente chiusi al pubblico per restauri. Fra le visite obbligate vi raccomando e concludo, la Loggia del mercato, pertinenza del palazzo Nicolaci, oggi restaurata, ma adibita fino agli anni 70 a mercato, con l’assenso del Principe Corrado. Nei tre giorni dell’Infiorata brulica di artisti vari.
Che dire? Questa è Noto, la mia città che amo tanto. Vi ho dato qualche ragguaglio alla buona. Ora tocca a voi scoprirla e portarvene il ricordo nelle vostre città.

 

 

16 Maggio 2004