" Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtute e canoscenza". Dante Alighieri

 

Un itinerario borbonico per Noto suggerito da Salvatore De Jean

Immaginiamo di seguire i Reali di Napoli durante le frequenti visite a Noto, allora il capoluogo della provincia più a sud del Regno, e di visitare i luoghi del loro soggiorno. Entrando a Noto attraverso il neociassico arco Ferdinandeo, edificato nel 1834 in occasione della prima visita di Ferdinando II di Borbone, e seguendo via Ferdinandea, oggi corso Vittorio Emanuele, si arriva a palazzo Sant'Alfano dove venivano ospitati i sovrani delle Due Sicilie. Posto alla sinistra del Duomo, nella scenografica piazza Senatoria, questo palazzo dei marchesi Landolina di Sant'Alfano, barocco come tutta la città,veniva anche chiamato "la piccola reggia di Noto", sia perché richiamava lo stile del palazzo Reale di Napoli, sia perché ospitava i Reali. Infatti, un'ala, detta "le stanze del Re", lussuosamente ed artisticamente arredata, veniva riservata solamente ai Sovrani. Deliziosi il cortile interno, con il giardino di agrumi e gelsomini, e la fontanella in fondo al romantico vialetto che ne chiude la prospettiva. Continuando questo ideale itinerario Borbonico, giungiamo, mediante via Cavour già via di Montevergine, a palazzo Trigona dei marchesi di Canicarao e Dainamare. In questa dimora, l'unica con nove grandi panciuti balconi barocchi sul prospetto, troneggiano tre grandi aquile aragonesi in pietra, a memoria delle origini regali della famiglia. Magnifica anche la facciata interna affiancata da terrazze, degradanti fino ai piani più bassi, che delimitano il grande cortile. Nei sontuosi saloni, mirabilmente decorati ed arredati, venivano organizzati i balli in onore della Regina di Napoli a cui partecipava tutta l'aristocrazia netina, con gran sfavillio di abiti e gioielli. Quasi di fronte al palazzo Trigona, sempre in via Cavour, troviamo un altro edificio barocco, anch'esso meta di visite reali: l'imponente palazzo Astuto dei baroni di Fargione. Questo palazzo, che si articola su tre piani, presenta sette grandi panciuti balconi simmetrici sul prospetto. Le numerose sale, alcune pregevolmente decorate, ruotano intorno ad un incantevole giardino pensile, così descritto dalla scrittrice principessa Vittoria Alliata di Viliafranca: "un luogo d'incontro così fragrante e delizioso esiste nel mondo intero solo a Noto ed Aleppo, la grande capitale sulla via della seta". Sul finire del 1700, nell'ala est dei palazzo era ubicato il Museo Astuziano, creato dal barone Antonino, grande archeologo e numismatico. Nelle sale di questo silenzioso Museo, il più a sud d'Europa, si poteva spesso incontrare Re Ferdinando II, attratto dalla ricchezza dei numerosì reperti archeologici e dal medagliere a cui era interessato anche Re Ludovico I di Baviera, altro illustre frequentatore del Museo netino. Oggi resta ben poco di tutto questo. Palazzo Sant'Alfano, donato al vescovo di Noto dall'ultima marchesa Landolina, versa in stato di abbandono ed in perenne attesa di restauro. Un'ala di palazzo Trigona è gelosamente custodita, quale abitazione, dall'ultima marchesa di Canicarao. Il resto, proprietà dei Comune, è già in parte restaurato e viene utilizzato per conferenze, mostre, convegni. A restauro ultimato diverrà anche sede dell'istituto Internazionale di Scienze Criminali. Di palazzo Astuto, oggi sede dei prestigioso Circolo "Val di Noto", venduto purtroppo frammentariamente, rimangono ben conservati solo alcune sale ed il giardino pensile. Si tenta di perpetuare i fasti dei passato con feste, ricevimenti e conferenze ad alto livello.

Gennaio 2004

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