" Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtute e canoscenza". Dante Alighieri

 

La rivoluzione del linguaggio

…Perché vedete, io sono convinta che per riuscire a raggiungere una vera parità fra i sessi, le donne devono riappropriarsi del linguaggio.
Sentiamo parlare del ministro A, dell’Avvocato Y, dell’architetto Zeta anche quando politici o professionisti sono donne.
Ma non sono svarioni belli e buoni? Non sono forse il frutto di

un linguaggio anacronistico rispetto alla profonda evoluzione che finalmente vede sempre più donne, ricoprire incarichi prima ad esclusivo appannaggio degli uomini?
Attente! Non si tratta di una banalità linguistica!
La divisione sessista del linguaggio marginalizza le donne, è un problema culturalmente rilevante, politicamente significativo, perché quotidianamente noi facciamo riferimento ad un linguaggio ancora solo maschile.
Una società che crede nella parità deve avere la capacità di rinnovarsi, anche nel linguaggio.
Per questo ho ingaggiato la mia personale battaglia a difesa del diritto ad avere l’articolo ed il genere giusti.
Non è stato facile... L’abitudine è dura a morire…
Oggi, almeno nei luoghi che sono solita frequentare, anche “linguisticamente parlando”, sono una donna.
Non tutte però accettano questa “rivoluzione copernicana del linguaggio”.
Alcune preferiscono usare il maschile, ritenendo inconsciamente ad esempio, che “avvocato” faccia più presa nei potenziali clienti!
Altre sostengono che il femminile in A suona male. Allora, non sarebbe meglio avvocatessa?
No, che non è meglio! Mi chiedo perché dovremmo accettare la diversità linguistica causata da una piccola propaggine di tre letterine in nome di uno pseudo abbellimento fonetico!
Altre ancora fanno rilevare che certi termini nel vocabolario non sono contemplati.
Suvvia! E’ ovvio che non ci sono! Un tempo era assolutamente impensabile che ci potesse essere una ministra, una presidente o un’avvocata.
Certi incarichi o professioni erano prettamente maschili! Anche i vocabolari, d’altra parte risentono dei tempi in cui sono stati redatti e per questo motivo ogni cinque anni sono rivisitati.
Nel regno unito il rinnovamento l’hanno già fatto.
Così,termini come “salesman”(venditore), sono stati affiancati da “saleswoman” (venditrice), oppure dall’impersonale “salesperson”.
E in Italia, quanto dovremo aspettare?.........Chissà!

Noto, 22 febbraio 2008

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