" Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtute e canoscenza". Dante Alighieri

 

Mi scuso anticipatamente con Valentina per non aver potuto pubblicare per motivi logistici anche le tavole ed i plastici che ho trovato interesantissimi. Chi fosse interessato a saperne di piùperò potrà contattare la dottoressa all'indirizzo di posta elettronica: valelal@libero.it

Valentina Lalicata: "La riserva naturale di Vendicari: progetto di riqualificazione del compleso tonnara-torre".

Il mio lavoro prevede la valorizzazione del complesso archeologico all'interno della Riserva di Vendicari. La stesura del progetto è stata preceduta da tre fasi fondamentali di analisi: analisi del luogo; studio sulle tonnare e la loro storia; analisi storica della tonnara di Vendicari e della Torre e campagna di rilievo degli edifici.

Cenni sulla storia delle tonnare- La pesca del tonno nel Mediterraneo ha origini antichissime, infatti già i Fenici commerciavano il pesce conservato ma sono stati gli Arabi a introdurre in Sicilia metodi e tecniche più evolute ( molti dei protagonisti della mattanza hanno nomi di origine araba, per es. rais).Con i Normanni le tonnare divennero di proprietà regia, ma fu nel 1600 che se ne ebbe una grande diffusione sia nelle coste della Sicilia che in Sardegna, Puglia e Calabria. Dopo un calo dell'attività nel 1800, ci fu una ripresa nel 1900 grazie all'evoluzione industriale e alla conservazione del pesce sott'olio. La decadenza delle tonnare cominciò fra le due guerre, ma divenne inarrestabile negli anni '50 a causa della concorrenza dei pescherecci nipponici, che catturavano i branchi di tonno in alto mare ostacolandone il passaggio sotto la costa, quindi, inibendo l'attività primaria (la pesca), si riscontravano le ricadute negative sull'attività a terra (la lavorazione) con conseguente obsolescenza degli impianti. In aggiunta altri fattori hanno concorso al decadimento delle tonnare: l'inquinamento organico ed inorganico delle coste, l'urbanizzazione intensa dei litorali, la difficoltà nel reperire personale e i molti proprietari degli stabilimenti che si sono lasciati sedurre dalla speculazione turistico - alberghiera.

La tonnara era per prima cosa l'impianto di reti che venivano calate in mare e restavano lì fisse per alcuni mesi. Legata a questa attività di mare ve ne era una di lavorazione del pescato a terra che si svolgeva all'interno dello stabilimento. La struttura dell'edificio era molto semplice, viveva di spazi essenziali: l'arsenale, il magazzino, le case dei pescatori, lo stabilimento per la lavorazione del pesce. Le tonnare a terra avevano quasi sempre dei denominatori comuni: un'impostazione di tipo basilicale, copertura con tetto a doppia falda, le alte ciminiere per la cottura del tonno, e i grandi spazi lastricati all'aperto che servivano per la stesura delle reti e lo stoccaggio delle ancore. Oggi che cosa ne resta delle tonnare? A parte quelle che acquistano il pesce dai giapponesi e lo lavorano negli stabilimenti, una delle poche ancora in attività è quella di Favignana dove si svolge l'antico rito della mattanza. Molte sono state abbandonate, come quella di Vendicari, Marzamemi, Portopalo, Santa Panagia ecc., e altre sono state trasformate in strutture turistiche, interventi tendenti alla massimizzazione dei profitti a causa dei quali della tonnara resta soltanto l'indicazione del sito.

Valentina fra i suoi plastici

Obiettivo del lavoro e modalità di intervento- L'obiettivo principale è quello di migliorare l'accessibilità e la fruibilità dell'area archeologica, che oggi è recintata e non visitabile per pericolo di crolli, insieme a quello di sopperire alla mancanza di spazi espositivi che possano illustrare gli aspetti caratteristici del luogo, di cui oggi la Riserva si presenta sfornita.

Vendicari è uno dei luoghi umidi fra i più belli e suggestivi in Italia, dove l'alternarsi di costa sabbiosa e rocciosa, il mare, i pantani, le saline e gli uccelli che qui trovano un sicuro albergo nel loro migrare verso le coste dell'Africa, convivono con questi resti archeologici che configurano una sorta di museo all'aperto. Quindi è stato naturale cercare di capire come accostarmi ad una situazione così particolare e come trattare i percorsi e gli spazi che possano accogliere e guidare il visitatore all'interno dell'area archeologica. Ho pensato di non utilizzare tutti quegli elementi che potessero annullare la bellezza e il fascino che il rudere suscita insieme agli elementi naturali del paesaggio, ma

un'architettura fatta di spazi e percorsi che modellandosi discretamente sul terreno potessero dare risonanza alla Torre, alla Tonnara, alle case dei pescatori e al mare. Un' architettura che non vuole sconvolgere l'ambiente ma che aspira a sottolineare l'esistente, sia gli edifici che gli spazi. Una scelta fondamentale è stata quella di non apportare modifiche alle strutture degli edifici che, insieme a quella di utilizzare materiali locali mi ha indirizzata verso forme semplici e sobrie che ben si potessero sposare con questo contesto. Gli interventi riguardano in particolar modo: il piano terra della torre che è stato trasformato in sala espositiva; una fascia della tonnara con la creazione di un percorso espositivo all'aperto; interventi sugli spazi esterni e le pavimentazioni.