
Siete
proprio certi che il "Nero d'Avola" sia...avolese?
Una
mattina sono al corso, a caccia di notizie,quando
l'amico Paolo Tiralongo mi vede e mi invita a prendere
un caffè, poi di botto mi chiede:"Lo
sai perchè il "Nero d'Avola" si
chiama così? Ed io, pronta:" Perchè
è prodotto ad Avola".

E qui la sorpresa. Paolo, contento di avermi preso
in castagna, mi dice che ad Avola non ci sono vigneti
da cinquant'anni ed Il "Nero d'Avola" sarebbe prodotto
quasi interamente in territorio di Noto. Inoltre
il sinonimo del vino, Calabrese, deriverebbe da
Cala aulisi che sarebbe una cala esistente a Vendicari.Sapete
dove si trova Vendicari? In territorio di Noto.
Una teoria che se fosse fondata cambierebbe le carte
in tavola in quanto il famoso Nero d'Avola in realtà
risulterebbe essere "nero di Noto". Non potevo lasciare
cadere la cosa per cui sono andata di filato in
quel che resta della Cantina sperimentale, un tempo
"Regia cantina", oggi sede di sei impiegati
...e basta. Ho parlato con l'enologo, dottor Corrado
Gurrieri. In merito all'appellativo "calabrese"
il dottor Guerrieri ha parlato di due tendenze di
pensiero. Secondo la prima il sinonimo del nero
d'Avola, calabrese, dovrebbe derivare da kaleu aulisi
dove caleu significa uva ed aulisi di Avola. Kaleu
però potrebbe significare anche cava.E' scartata
del tutto l'ipotesi che il vitigno abbia origine
calabrese dato che in Calabria non esistono vitigni
di questo tipo. Il termine Calabrese invece potrebbe
derivare dal fatto che per elogiare la bontà del
vino lo si volle assimilare a quelli calabresi molto
rinomati nell'800. Quanto alle produzioni l'enologo
è stato chiaro. "I vitigni in passato c'erano
ed Avola era una zona fortemente vitata. L'equivoco
nascerebbe dal fatto che si fa confusione fra vino
e vitigno. "Il vitigno si chiama nero d'Avola perchè
probabilmente è di origine avolese- ha specificato
Gurrieri- Il vino che proviene da questi vitigni
è doc Eloro e riguarda un determinato territorio
dove il nero d'Avola è il vitigno preponderante.

La legislazione prevede che se il vino è prodotto
con almeno il 90 per cento di questo vitigno può
essere definito Eloro doc nero d'Avola. Dagli anni
cinquanta ad Avola non ci sono più vigneti in quanto
sostituiti con mandorleti ed agrumeti. I vigneti
invece sono sorti nel territorio di Noto e Pachino
ma anche nella zona bassa di Rosolini fino al confine
con Ispica. In conclusione se la matrice del nero
d'Avola è Avola, la sua produzione avviene soprattutto
in territorio di Noto, fra Noto e Pachino. Fra l'altro-
ha concluso l'enologo- il territorio di Avola non
è incluso nemmeno all'interno della doc Eloro per
cui si potrebbe al limite produrre soltanto un vino
a indicazione geografica tipica "Nero d'Avola" ma
mai un Doc i cui vitigni dovrebbero essere all'interno
del territorio delimitato". Ecco chiarito il mistero.
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