
Cara
Cetty ti scrivo....
Francesco
Adragna: "
Essendo a Varese ed impossibilitato
a rientrare per unirmi al lutto cittadino,
scosso dalla notizia per la prematura
scomparsa di Francesco, Salvatore e
la signora coinvolta nell'incidente,
sento di voler
manifestare il mio Dolore e la mia Rabbia
verso gli incomprensibili capricci del
nostro destino, citando questo famoso
sonetto di John Done, dove la morte
viene derisa e sbeffeggiata fino perdere
credibilità. Il sonetto
comincia con una coraggiosa lotta contro
la morte,facendo appello a tutte le
forze dell’intelletto e dell’arte
drammatica, ma in definitiva il tema
è il superamento delle barriere
apparentemente invincibili che separano
la Vita, la morte e la Vita Eterna.
Nella punteggiatura dell’ultimo
verso “solo un respiro, che è
la virgola, separa la Vita da quella
che è la Vita Eterna”.
La morte non è qualcosa di indissolubile
ma è solo una virgola, solo un
respiro, solo una breve pausa. Liberi
da compromessi si può ricevere
qualcosa da questa poesia. Con questa
poesia la morte, l’Anima, Dio,
nessuna barriera è insuperabile,
è solo una virgola.
Sicuro che voli d’Angeli Li condurranno
con Canti verso la Vita Eterna.
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Dai
“The divine poems”
di John Donne,
sonetto n.6
Morte,
non
esser fiera
pur se taluni t’abbiano chiamata
terribile e possente
perché tu non lo sei.
Che quei che tu credi di travolgere,
non muoiono
povera morte
ne tu potrai ucciderli.
Tu schiava del fato, del caso
di
Re e di disperati
tu che ti nutri di guerre, veleni e
malattie,
oppio e
incantesimi
ci sanno addormentare ugualmente e meglio
di ogni tuo
fendente
perché dunque insuperbisci
trascorso un breve sonno veglieremo
in eterno
e
morte più non sarà , morte
tu morrai.
Noto,
5 febbraio 2007
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Cetty Amenta
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