Non siamo mai tanto scontenti degli altri di quando lo siamo di noi stessi..

 

Cara Cetty ti scrivo....

E.Della Luna - Cara Cetty, la Noto della peggiore amministrazione è come se fosse ferma in un ascensore bloccato fra il fatto il non fatto e il non fattibile. Dove all’interno ci sono ingiurie, accuse, insulti e sospetti, tradimenti di ogni tipo, abbandoni, saluti sgarbati e bruschi ritorni, in una situazione di totale immobilismo, dove il tutto si confonde col contrario di tutto. La discussione politica non esiste e di protagonisti in campo capaci di riprendere il filo del dialogo non se ve ne vedono. Da parte dell’attuale compagine amministrativa si nasconde il fallimento della propria azione di governo in un vuoto di parole e di promesse che non saranno mai mantenute. E’ patetico il ricorrere continuamente tra di loro al furto di poltrone, al rinfacciarsi demeriti ed auto attribuirsi meriti che non hanno alcun rapporto con la realtà di degrado in cui hanno precipitato la città.
I cittadini guardano tra condanna e sorpresa. Condannano perché coloro che li amministrano hanno fatto cosi male, cosi poco, persino al di sotto delle più pessimistiche aspettative. Sono sorpresi perché nessuno, nemmeno gli avversari, si aspettavano una cosi accanita rabbiosa autodistruzione. Mentre nell’ascensore del sindaco e dei suoi sodali ci si dilania, sulle scale della nostra malandata città non emerge al momento una classe politica che porta con sé, l’impegno di cancellare il peggio, ricostruire l’immagine della città e cominciare un nuovo cammino. Non emergono dalle nebbie dell’attuale palude politica persone adatte per farlo, integre e competenti. Per far tornare a vivere il condominio Noto.
Qualcuno potrebbe obbiettare che questo mio discorso è intriso di qualunquismo e che tende a fare di tutta l’erba un fascio, me ne rendo conto, ma non è questo che voglio dimostrare, credetemi non è nemmeno un disperato pessimismo che mi porta a fare questa analisi, quanto piuttosto la realtà, questa si disperata, in cui versa la politica dopo quattro anni di amministrazione del centro destra che ha distrutto ogni rapporto con l’etica. Allora mi chiedo e mai possibile che nessuno sia in grado di reagire a questo stato di cose, che cosa si aspetta a mobilitare la città, prima che il degrado la seppellisca, dove stanno gli uomini e le donne che amano questo paese perché non si fanno sentire? Sono consapevole che quello che sto dicendo non piacerà a molti compagni e amici che fanno politica, ma è chiaro che in questo momento di vacanza dei partiti politici, e di crisi delle idealità (non delle ideologie badate) si faccia appello a tutti coloro i quali hanno a cuore le sorti della nostra città. Il centro sinistra abbia uno scatto di orgoglio, raccolga la sfida di riportare la politica al ruolo che gli compete, raccolga l’urlo di tutti coloro che chiedono con forza che venga messa la parola fine a questo disastro, presenti un progetto, e cominci a discuterne con i cittadini, il resto verrà da solo.

Noto, 3 febbraio 2006

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