Non siamo mai tanto scontenti degli altri di quando lo siamo di noi stessi..

 

Cara Cetty ti scrivo....

RIAPERTURA DELLA CATTEDRALE DI NOTO

 
Oggi a Noto il sole siciliano sembrava molto arrabbiato e bruciava le pietre e le teste della gente senza nessuna discriminazione.
Sono uscita di casa e ho misurato i miei passi pregustandomi, nella mente, l’incredibile scenario che si apre

esattamente nel mezzo del Corso principale della città. Da un lato il Municipio, con le sue lineari colonne neoclassiche, a cui si accede da una semiscalinata che è soltanto il lieve riflesso di quell’altra, imponente, che gli sta di fronte: la scalinata della Cattedrale di Noto! Non l’avevo ancora vista senza lo scempio delle transenne che per anni e anni ci hanno proibito di sbirciarne la bellezza. La scalinata innalza lo sguardo del passante fino al monumentale edificio che, da ieri notte, ospita di nuovo la lucente urna di argento massiccio dove sono racchiuse le ossa di San Corrado, nostro Santo Patrono. La facciata della Cattedrale si espande, con le sue tre porte, appiccicata al cielo azzurro che le fa da sfondo. I suoi blocchi di pietra giallo-oro hanno fatto tremare i miei ricordi di una vita e, sotto il sole bruciante, ho sentito sciogliersi un nodo di commozione a lungo represso…
Quasi insieme a me è arrivato il Presidente Prodi, io ero scortata da mio figlio, ma vi assicuro che anche lui aveva la sua scorta!
Intorno alle sue guardie del corpo si sono aperti striscioni tenuti alti a fatica dalle braccia di tanti ragazzi, striscioni contro le trivellazioni petrolifere, contro lo sterminio dei nostri aranceti, che non servono più da quando le arance bisogna importarle da fuori Italia, contro un inceneritore che dovrebbe sorgere a pochissimi chilometri dalla Cattedrale… e figuriamoci quanto incenso dovrebbe neutralizzarne la puzza! Striscioni scritti con amore rabbioso da chi non accetta di abbandonare la sua città ad un incerto destino.
Ha visto Prodi tutto questo?...Ha detto qualcosa il nostro sindaco?...Hanno parlato i sindaci delle altre città dell’UNESCO invitati per l’occasione? Si è accorto qualcuno del fatto che tantissimi soldi si sono spesi per ricostruire un monumento che, per quanto importate e bello, non è più quello di prima?
All’improvviso ho capito che la mia commozione era dovuta al fatto che, in mezzo a tutta quella festa, io stavo celebrando nel mio cuore il funerale della “mia” Cattedrale!
Ora è “nuova”, è bellissima, è “importante” da togliere il respiro! Ma non è più la mia Cattedrale! Non è la stessa dove andavo a sentire la messa, da bambina, un po’ spaventata dalla grandezza delle navate delimitate dalle secolari colonne! Non è più la stessa dove portavo i miei figli ogni Natale a godere lo spettacolo dell’enorme presepe in ceramica ,spiegando loro sottovoce come sarebbe arrivato Gesù Bambino nella mangiatoia! Nemmeno le colombe stamattina osavano posarsi sui suoi cornicioni. Nemmeno io ho voluto salire la scalinata, e non soltanto perché un fitto cordone di polizia impediva ai cittadini di riappropriarsi del loro monumento riservato al Presidente del Consiglio e alle autorità, ma perché il mio cuore non avrebbe sopportato, oggi, di piangere sulla tomba dei miei ricordi!

Carmela Blandini

Noto; 20 giugno 2007

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