Non siamo mai tanto scontenti degli altri di quando lo siamo di noi stessi..

 

Cara Cetty ti scrivo....

Paolo Pantano(Dirigente Reg.le dei VERDI) - Tra le cave iblee, Cava Grande del Cassibile rappresenta un ecosistema particolarissimo sotto il profilo naturalistico e paesaggistico. Tenendo conto che tutti gli ecosistemi hanno una loro fragilità ed una " capacità di carico", l'avvedutezza di esercitare un controllo oltre dei comportamenti ( accendere fuochi, ecc. ) anche del numero dei visitatori diventa un'esigenza di tutela. La proposta di istituire un ticket per l'ingresso ( prima ventilata e poi ritirata ) non ci vede pregiudizialmente contrari per le seguenti motivazioni: -Lo sviluppo economico deve mirare a conciliare la richiesta di fruizione con l'esigenza di garantire nel contempo l'integrità delle risorse naturali, paesaggistiche poiché ciò diventa, nel tempo, vantaggioso per le popolazioni locali e si accrescono le potenzialità per il futuro. Non ci convince il teorema per cui l'ingresso libero apporta maggiori benefici, in quanto se consideriamo così ogni porzione del territorio c'è il rischio di perdere il capitale, in questo caso, ambientale. Come sostengono gli economisti è come quando si costruiscono città senza verde pubblico, il valore degli immobili, dopo un po' di tempo, si deprezza. Questa insensata, irrefrenabile, stressante ed irrazionale corsa allo sviluppo senza limiti e senza regole porta a travolgere non solo valori culturali, ma anche i valori materiali ad essi legati e le prospettive di futuro, per cui non è conveniente proprio dal punto di vista economico. - La possibilità di accogliere visitatori, specialmente in alcune aree ( oasi, parchi, grotte, ecc. ) non è illimitata. Come hanno sostenuto autorevolissimi scienziati durante il World Ecoturism Summit a Quebec e nel Convegno Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile a Johannesburg ogni porzione di territorio ha un suo biotopo equilibrato e spesso con presenza di macro e microfauna interessante; una massiccia presenza può causare irreversibilità nei casi in cui vi è presenza di biocenosi e di endemismi fragili o quando vi sono specie floreali o faunistiche a rischio d'estinzione. - Se l'accesso a Cava Grande viene visto, pertanto, solo come possibilità di "consumare" un bagno ai laghetti allora si potrebbe prendere in considerazione, in alcuni periodi dell'anno, un biglietto d'ingresso perché i visitatori abbiano il giusto approccio per una " visita ad una Riserva Naturale" in cui può rientrare, anche, un tuffo nelle fresche acque del fiume, e purchè tale costo sia finalizzato a migliorare la Riserva stessa ( sistemazione dei sentieri, ma anche aumento dell'organico preposto alla vigilanza antincendio od alle guide naturalistiche, ecc. ) e non serva solo per fare cassa per la Regione. Altra cosa è semmai programmare, attraverso una serie d'iniziative e d'interventi compatibili che rispettino sempre la naturalità e la biodiversità, un maggiore flusso in periodi dove vi sono meno visitatori, invitandoli alla conoscenza ed al rispetto attraverso un appropriato contatto guidato alla RISERVA NATURALE.

I laghetti (foto Cataneo)

SCHEDA DELLA RISERVA NATURALE ORIENTATA DI CAVA GRANDE DEL CASSIBILE.

Cava Grande del Cassibile è un luogo affascinante e misterioso. Già nel Settecento Jean Houel, architetto e pittore francese che viaggiò nell'isola descrivendone gli usi, i costumi e le antichità, scrisse che Cava Grande <è una delle meraviglie di Sicilia >. Lunga oltre 10 Km, è la fenditura più profonda degli Iblei ed è percorsa dal fiume Cassibile, il greco Cacyparis, la cui foce immette nello Ionio. Le alte pareti di tufo calcareo (320 m) presentano insediamenti rupestri riferibili a diversi periodi storici. All'imbocco di Cava Grande trovasi la monumentale necropoli sicula (1000-850). Di particolare interesse sono pure la Grotta della Cunziria contenente vasche per la concia delle pelli, e i Ddieri, abitazioni rupestri caratterizzate da grotte risolte su piani sovrapposti e raggiungibili attraverso tunnel ad imbuto scavati nella roccia. La profondità della fenditura, i singolari aspetti morfologici, la sua imponenza, le rilevanze idrogeologiche, antropologiche, archeologiche, paleontologiche e speleologiche forniscono un ampio spettro di peculiarità per cui il contesto areale rappresenta un habitat d'estremo interesse, un'oasi ecologica suggestiva e selvaggia sia per i tratti marcati, forti ed aspri, sia per la varietà della vegetazione naturale e sinantropica, sia per le interessanti presenze faunistiche specialmente della fauna invertebrata per cui Cava Grande rappresenta una vera e propria "isola naturale" all'interno di un contesto, quello dei Monti Iblei, fra i più antropizzati della Sicilia. Motivazioni scientifico-naturalistiche condussero, pertanto, all'individuazione del biotopo da tutelare e, dopo varie vicissitudini, ( ricorsi al TAR, ecc. ) con decreto dell'Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente del 13 Luglio 1990 fu definitivamente costituita la Riserva Naturale e la gestione fu affidata all'Azienda foreste demaniali della Regione Sicilia.

Noto, 19 agosto 2003

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