Non siamo mai tanto scontenti degli altri di quando lo siamo di noi stessi..

 

Cara Cetty ti scrivo....

La lettera inviatami da Pasquino mi da la possibilità di esternare il mio profondo disagio nei riguardi di una chiesa senza umanità (caso Welby) nella quale mi viene sempre più difficile riconoscermi e di un apparato che sembra vivere sulla luna, non già nello stesso mondo dove il cinquanta per cento dei giovani preferisce convivere piuttosto che sposarsi e dove il numero dei bimbi nati fuori dal matrimonio cresce in modo esponenziale. Una chiesa purtroppo sempre più chiusa in sè stessa, che dalla bocca del suo massimo esponente torna a minacciare di scomunica gli operatori sanitari che praticano l'aborto, una chiesa che arriva a paragonare le donne che abbiano rapporti prima del matrimonio alle prostitute. Eppure Gesù Cristo si era fatto servo dei poveri, dei diversi, dei bisognosi, delle prostitute! Evidentemente quelli erano altri tempi. Quanto a parecchi politici, magari con alle spalle esperienze familiari fallimentari o inclini a cornificare l'altra metà ad ogni piè sospinto o addirittura convivono tranquillamente con una persona diversa da quella che hanno sposato, sembra abbiano perduto il senso della misura, dimenticando che il nostro è uno stato laico e di diritto, non già confessionale come vorrebbero indurci a credere. Bene hai detto Pasquino! Le tue osservazioni le sottoscrivo in pieno.

PASQUINO- Dopo il casino che ha scatenato l’episodio del primo maggio sono fortemente preoccupato per l’esistenza di un diritto: il diritto di poter manifestare il proprio pensiero. Mi riferisco alle polemiche che ha scatenato l’intervento o la gag come la si vuol chiamare del comico Andrea Rivera il quale ha il torto di aver criticato alcune scelte fatte dalla chiesa recentemente, una tra tante quella di negare i funerali religiosi a Piergiorgio Welby. L’Osservatore Romano ha definito terrorismo l’attacco al Papa. Terrorismo? IL terrorismo è violenza, è brutalità è negazione della vita, la satira e più in generale il diritto di espressione sono fondamentali in un paese democratico e non hanno bisogno di armi se non quelle della critica e del pensiero. Mi ha sorpreso profondamente che i segretari dei maggiori sindacati italiani abbiano attaccato Rivera giudicando le sue frasi inopportune. Ma che Paese è questo? Ma che siamo tutti impazziti? L’Italia è uno stato laico e non uno stato confessionale, ci vogliono far credere che non è possibile criticare la chiesa? Allora andiamo a leggere la costituzione e l’art. 21 “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Qualcuno dice che non è possibile dire certe cose di fronte a 800mila persone: forse dovremmo fare le nostre critiche nel confessionale di qualche parrocchia? Signori dell’Ossevatore Romano datevi una calmata. Io vorrei che quel diritto, scritto così bene sulla nostra Carta, fosse difeso di più, in special modo da tutti quegli intellettuali laici, che invece ci hanno assordato con il loro colpevole silenzio. Giorno 12 è stata indetta una giornata per la famiglia e molti deputati sia di destra, che di sinistra hanno dato la loro adesione, nulla da eccepire se non fosse che molti di costoro hanno alle loro spalle uno o più divorzi. Con quale moglie andranno a manifestare? E quali figli porteranno con loro? Quelli della prima, della seconda o terza moglie? I Signori deputati per chi non lo sapesse già godono dei diritti che con i DICO verrebbero ad essere a disposizione di tutti, ma forse qualcuno pensa che noi poveri mortali non siamo uguali a loro!!!

Noto, 13 maggio 2007

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