Non siamo mai tanto scontenti degli altri di quando lo siamo di noi stessi..

 

Cara Cetty ti scrivo....

Partito Democratico di Noto: ritornando all'argomento "Triaca"
Quando pochi mesi fa scrivevo che nel Pd di Noto di recente costituzione si stava rischiando di consumare la solita “Triaca”, qualcuno aveva interpretato la parola come riguardante una sorta di insofferenza nei confronti del trio dirigenziale che si cominciava a scoprire ai primi vagiti neonato partito. Nessuno evidentemente conosceva quella che, per me, appariva famosa, barzelletta di quel poveraccio che, dopo unavita di mangiare pasta e fagioli la “triaca”, messi da parte molti dei suoi risparmi,

recatosi finalmente al ristorante per mangiare cose diverse, cosa scelse nel menù a caso, essendo analfabeta? “pasta e fagioli”. Ed avendo chiesto il bis ad imitazione di un altro commensale al quale avevano portato una seconda porzione di caviale, a lui cosa portarono? Una seconda razione di pasta e fagioli. La metafora per ricordare tutta la passione, l’entusiasmo e soprattutto le speranze che aveva suscitato la nascita di un nuovo partito destinato a diventare la casa dei progressisti dei riformatori dei giovani e dei lavoratori di tutti insomma. Invece si è fatto di tutto sin dall’inizio per creare le condizioni per sopire tutte le istanze e gli spunti, se vogliamo anche polemici, di chiunque interessato al bene della città, volesse offrire il proprio contributo. Si è fatto di tutto per anestetizzare le coscienze e i desideri di cambiamento. Nessuno ha fatto qualche passo indietro per dare ai giovani, quelli che sembrano agnostici o menefreghisti, ma che in realtà sono cauti ed attenti osservatori delle “verità incontrastabili”, una possibilità di svelare le istanze e le aspirazioni. Un ultimo esempio? Dopo le elezioni del 13 aprile certamente per niente un successo per il PD né per la sinistra in generale, senza volere usare il termine di grande disfatta, ci saremmo aspettati un dibattito ampio, franco e sereno come si usava dire e fare una volta in occasioni simili. Mai a memoria ricordo che non sia stata fatta una riunione di iscritti e simpatizzanti per le valutazioni sul voto. Ebbene il nuovo partito a Noto non ha consentito alcun dibattito su tale argomento. Mi si dice che ci sarebbe stata una riunione, non si capisce se di Direttivo o di Attivo sezionale, in cui l’argomento in discussione sarebbe stato la presentazione della lista dei candidati alle prossime provinciali.
Queste le importanti novità del nuovo partito sul quale erano riposte le nostre speranze? Ma se ognuno più o meno a titolo personale nella veste o di ex sindaco o ex vicesindaco, o di capogruppo consiliare di un solo consigliere, o di amico dell’On. Marziano o di capo di una fronda minoritaria, o di altra qualifica può sparare la propria più o meno intelligente opinione, perché mai dovrebbe militare nel partito? Non converrebbe starsene in disparte e semmai dare un consenso elettorale solo a proprio piacimento? Ma a ben pensarci, chi dovrebbe dare risposta a questi umili banali interrogativi?

Roberto Nastasi

marioroberto.nastasi@virgilio.it

Noto, 11 maggio 2008

home | indicecaracetty

Cetty Amenta 2001©