tutti
fedeli della parrocchia della
Cattedrale con in testa il parroco
Don Bellomia, meriterebbe una
ben più alta finalità.
Ma stando così le cose
bisogna accettarle.Il problema
di fatto esiste, ma credo sia
l’ultimo in ordine di
importanza che dovrebbe interessare
i fedeli. Non dimentichiamo
infatti i notevoli ritardi accumulati
per motivazioni le più
disparate, i dubbi su certe
soluzioni tecniche che in certe
fasi hanno fatto temere addirittura
un annullamento di lavori già
completati, si è parlato
persino di pilastri fuori squadra,
storti insomma, le cose più
inverosimili, che sarebbero
potute diventare causa di sollevazione
popolare.
Ebbene no! il popolo viene messo
in agitazione per il dilemma
Marmo o Pietra di Modica. Fortunatamente
nessuno ha messo nel calderone
proposte di Linoleum o ceramica.
Dall’altra parte l’architetto
Tringali, divenuto in questi
giorni il nemico pubblico N.°
1, in alcune dichiarazioni pur
difendendo le proprie proposte,
si mostra disponibile a discuterne
ed eventualmente a modificare
il materiale da utilizzare.
Ma allora se da parte del tecnico
non c’è una chiusura
preconcetta, perché si
continua a distogliere i fedeli
dalle proprie occupazioni e
perché no, dalle preghiere,
per impegnarli in un’
inutile contesa?
E’ su questa domanda e
su questi dubbi che bisognerebbe
dare risposte possibilmente
impegnando anche S.E. il Vescovo
in persona.
Non si può lasciare che
la gente immagini che tale atteggiamento
nasconda dubbi o perplessità
sull’operato dei tecnici
nella ricostruzione, insorte
nel corso di questi ultimi mesi,
dubbi riguardanti elementi più
seri rispetto alla pavimentazione,
preoccupazioni per la validità
di tutto il lavoro venuto quasi
alla conclusione e quindi timore
per la salute pubblica.
Roberto
Nastasi
Noto;
20 settembre 2006.
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