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in
questo momento preoccupano la
nostra collettività notinese:
la Sanità, lo smaltimento
dei rifiuti solidi urbani, la
politica dello spettacolo e perché
no anche una programmazione turistica;
sono infatti tutti problemi che
devono partire da una programmazione
unitaria. Non esiste un solo comune
della zona sud della provincia
di Siracusa in grado di risolvere
da solo uno solo di questi problemi.
Ma veniamo al nostro che attualmente
minaccia i sonni della gran maggioranza
della popolazione. Il territorio!
Si tratta infatti di trovare gli
strumenti per neutralizzare l’ultimo
ennesimo tentativo del comune
di Palazzolo di annettersi in
un sol colpo 10295 ettari del
territorio netino e la popolazione
ivi residente. Trovare quindi
le soluzioni ad una problematica
che trasformi una entità
astratta, quale il Territorio,
in una concretizzazione basata
sull’esigenza di far fronte
alle necessità ed agli
impegni che ad esso sono collegati.
Si scrive di territorio inteso
come “un bene che ci appartiene
per la storia che narra di noi,
per la cultura che esprime, per
le tradizioni che custodisce,
che dobbiamo tutelare perché
è la nostra unica risorsa
per lo sviluppo e per il futuro
dei nostri figli e rinunciarvi
significherebbe abdicare ad un
destino che ci vedrebbe inesorabilmente
in declino”. Ebbene a questa
posizione, anche forte, si potrebbe
rispondere con il paradosso di
un discorso rivoltato all’incontrario:
cosa fecero i popoli antichi preesistenti
a Roma quando si videro sparire
le loro culture e le loro tradizioni
e le loro vie di sviluppo? Si
adeguarono ai nuovi equilibri.
La stessa cosa i comuni limitrofi
potrebbero dire delle nostre storie
e delle nostre culture. Pertanto
dobbiamo convenire che il problema
non è culturale, né
storico, ma è solo e prettamente
politico. Quando con tutti i mezzi
ho cercato di stimolare gli amici
Veneziano e Bianca, non l’ho
certamente fatto per il gusto
alla provocazione pura e semplice.
Infatti da loro, per la cultura,
storia e politica di cui sono
portatori, ho il diritto di aspettarmi,
noi tutti ci aspettiamo soluzioni
differenti a quelle che potrebbero
portare altri anche a loro vicini,
o loro amici, ma non con lo stesso
entroterra culturale. Loro fanno
parte di partiti politici e sono
di una idealità di sinistra,
ed in quanto tali sono stati eletti
e sono dei portavoce. L’affidamento
e la responsabilizzazione dei
parlamentari anche quelli di sinistra
è d’obbligo. C’è
chi dice che al governo della
regione c'è il centro destra
di cui l'UDC, in fondo il maggior
partito a Noto ……
e quindi si dovrebbero domandare
lumi a Pippo Bosco neo componente
del direttivo regionale UDC ai
vari Figura, Tanasi, al vicesindaco
Caristia e a Rametta (Forza italioti)
per sapere se hanno attivato le
loro segreterie regionali si fa
un discorso che deve valere anche
per i deputati regionali e nazionali
e senatori dei partiti di sinistra.
Non possiamo pretendere dagli
altri quello che non facciamo
noi. Anche un cittadino di "sinistra"
deve difendere i giusti diritti
della propria città, ed
è altrettanto giusto che
ognuno debba fare la propria parte.
Se prevalesse la posizione dell’ognuno
si arrangi come può, sicuramente
avremmo perso in partenza. Quindi
a mio avviso l’impegno dei
prossimi giorni deve essere volto
a trovare la solidarietà
fra i partiti anche dei fronti
diversi, innanzitutto a Noto.
Creare un fronte che si confronti
con serietà e compostezza
con le segretarie e con le deputazioni
nazionali e regionali, creare
cioè le basi affinché
i discorsi con Palazzolo e con
gli altri comuni interessati alle
problematiche sul territorio,
non siano basati su elementi che
nulla hanno a che fare con il
pragmatismo della politica, ma
che in ogni caso alla stessa maniera
non consentano il freddo e opportunistico
calcolo elettoralistico, ammesso
che questo suggerisca un risultato
utile, ed impediscano il sopravvento
dell'arroganza di chi, forte dell'appoggio,
mantenuto finora, del politico
regionale del momento, senza provare
a discutere, “vuole fare
man bassa dell'agro netino”
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