Non siamo mai tanto scontenti degli altri di quando lo siamo di noi stessi..

 

Cara Cetty ti scrivo....

L'amico Pino Iuvara, portavoce dei Verdi mi ha inviato la lettera inoltrata al Sindaco di Noto riguardante il "dilemma" che si sta dibattendo in queste settimane: Ferrovia o pista ciclabile sulla tratta Noto-Vendicari? Certamente sarebbe bello potere realizzare entrambi le cose ma stando alle sue asserzioni ciò risulterebbe impossibile. Mi chiedo se sia stato fatto uno studio specifico di fattibilità per vedere se ce ne siano le condizioni. Fermo restando che si dovrebbe partire da subito con la pista ciclabile già finanziata e fatte mie tutte le osservazioni espresse da Pino in merito al piano di gestione, credo che si debba tener conto anche delle esigenze dei comuni vicini che, stando alla lettera di Salvatore Borgh, forse non abbiamo tenuto in sufficiente considerazione.

Pino Iuvara- Ferrovia o pista ciclabile sulla tratta Noto-Vendicari?A questa domanda noi diciamo che possono convivere le due cose. Non certo nel modo incredibile che in un certo momento ha proposto la Sua amministrazione e cioè in parallelo. Sembrerebbe quasi inutile e beffardo discuterne però è pure vero che in questi ultimi tempi, grazie all’assoluta non conoscenza del territorio, molti ne hanno parlato. La domanda che si dovrebbero porre è come raddoppiare i ponti o come scavare nei tratti in cui i binari vanno oltre un metro sotto il livello del suolo. Forse è meglio lasciar perdere per non cadere nel ridicolo.
Il ripristino dei binari è praticamente impossibile in quanto in vari posti, specialmente nella zona del Lido di Noto, più di un “mattacchione” ha pensato bene di allargare la proprietà e si è spinto a costruire vicino ai binari. Il buon senso ci farebbe pensare ad un esproprio ed alla eliminazione del problema. Ma chiediamo: chi ha mai visto eseguire un ordine di demolizione?
Sarebbe pura utopia poi pensare di ripristinare la tratta ferrata Noto-Pachino sia per motivi di sicurezza sia per gli eccessivi costi di realizzazione e di gestione.
Allora partiamo da un dato di fatto: la pista ciclabile è progettata e finanziata. Perché non impegnarsi a farla? Perché non seguire le nuove tendenze turistiche che privilegiano il turismo ecologico? Anche questo si inserirebbe in un progetto di sviluppo compatibile con la naturalità dei luoghi e potrebbe essere altresì fonte di occupazione. Nolo bici, punti di ristoro ecc. Non vorremmo sottovalutare la fruizione controllata della Riserva naturale orientata di Vendicari da parte di visitatori interessati. Nel contempo non bisogna accantonare l’idea di un mezzo di trasporto simile al trenino, magari in versione meno Disneyland, ma utile per il trasporto di chi non vuole, o non può, andare né in bici né a piedi. Servirebbe un mezzo ecologico e quindi non inquinante, per esempio elettrico, che cammini su ruote gommate larghe in modo tale da non danneggiare la pista ciclabile e che proceda a lenta percorrenza. Però insieme all’idea e al progetto è indispensabile un piano economico di gestione, in quanto sarebbe del tutto inutile creare una struttura che, lavorando in perdita, non potrebbe che essere destinata alla soppressione. Tante altre sono le cose sulle quali si può discutere per migliorare e realizzare qualcosa di positivo, noi abbiamo solamente voluto esplicitare una nostra base di proposta e discussione. La invitiamo pertanto ad indire un incontro allargato a tutti quanti sono interessati all’argomento, siano essi partiti politici, associazioni o semplici (ma i più importanti) cittadini. Noi proponiamo un pubblico dibattito sull’argomento al fine di confrontare le varie idee ma con lo scopo ultimo di arrivare ad una proposta concreta che sia la più largamente condivisa.


Giuseppe Iuvara

Noto, 21agosto 2004

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