SPIGOLATURE
Forse
non tutti sanno che……..
L’
Unione Europea, a seguito della richiesta
di ammissione nell’ambito comunitario
avanzata dalla Turchia, ha rivolto a
questa nazione svariate raccomandazioni
affinchè procedesse in tempi
relativamente brevi ad eliminare molte
anomalie in quel paese ancora esistenti
sia in materia etica – giuridica
che di costume.
Dai diritti umani, spesso duramente
calpestati, a certe usanze, retaggio
di un’epoca arcaica che si perde
nella notte dei tempi, non più
compatibili con il grado di civiltà
raggiunto nel nostro continente, sia
pure con molte differenziazioni tra
nazione e nazione, specialmente avuto
riguardo alla parità dei diritti
tra uomo e donna nella società,
nella vita di tutti i giorni sia pubblica
che privata.
Inbuona sostanza l’invito rivolto
potrebbe racchiudersi in una sola ma
significativa parola: modernizzatevi
!
Su questo invito non c’è
certo da scandalizzarsi ove si consideri
che in molti dizionari turchi trovano
spazio ancor oggi molti proverbi derivanti
da una cultura primitiva aventi un senso
poco civile nei confronti delle donne
ma che in quella nazione anatolica sono
ancora vivi e vegeti, nonostante che
anche una donna sia stata di recente
designata alla carica di “ministro”
e che vi siano donne imprenditrici e
tra i magistrati.
Infatti, una delle richieste di “modernizzazione”,
da attuare subito se Ankara vuole entrare
nel consesso europeo, è quella
di togliere, perché si incominci
a procedere verso una società
avente il principio egualitario tra
uomo e donna, a togliere da questi dizionari
tutti quei proverbi “infamanti
e dispregiativi”.
• “ad un buon cavallo basta
poco cibo, così come a una buona
donna basta un paio di mutande”;
• “la schiena di una donna
non va lasciata senza bastonate, e la
pancia non va lasciata senza bambini”;
• “come non è buona
il mais raccolto dopo il mese di agosto,
così non è buona la donna
che si alza dopo il marito”.
Ma se la “modernizzazione”
di un Paese deve partire da cos’
in basso, quanti secoli ancora occorreranno
perché la Turchia possa non dico
eguagliare ma quanto meno avvicinarsi
alla civiltà europea di oggi
, pur anch’essa non esente a cominciare
dalla nostra Italia da clamorosi esempi
di “disuguaglianza” in molte
leggi e nei costumi, specie nel nostro
sud ?
In molti, anche tra di noi italiani,
hanno espresso opinioni contrarie all’ingresso
della Turchia nella UE anche se la sua
allocazione territoriale assume per
l’Europa tutta, e non solo, un’importanza
estrema nello scacchiere medio-orientale;
ma la differenza di usi, costumi, legislazione
sociale e religioni possono nel loro
insieme costituire degli ostacoli insormontabili
perché si possa arrivare ad una
completa integrazione con le nostre
popolazioni, europee da sempre.
Teniamo a mente quanto sta accadendo
in quella parte del mondo, specie in
Iraq dove etnie diverse sono divise
da un odio pregresso mai sepolto con
il passare degli anni; consideriamo
poi che proprio ai confini che la Turchia
ha con la Siria e lo stesso Iraq, dove
la stragrande maggioranza della popolazione
è di origine curda, vige tuttora
una tradizione altamente disumana, quella
degli “omicidi di onore”
di donne colpevolizzate di avere infangato
il buon nome della famiglia solamente
per aver osato di rivolgere un solo
sguardo ad uno sconosciuto.
Comportamento questo ritenuto gravissimo
in quanto integrante un vero e proprio
“atto di ribellione” nei
confronti della famiglia di appartenenza.
Il tutto anche se è di questi
tempi che il governo turco, dietro pressanti
inviti giunti da Bruxelles, ha inasprito
le pene contro i “delitti d’onore”;
ma, ciò nonostante, parrebbe
che questa pratica indegna di ogni Paese
civile non sia stata nella pratica del
tutto sradicata.
E del tutto sintomatico come un conto
sia cambiare una legge ed un altro sia
quello di poter cambiare la mentalità
di una popolazione ottenebrata da antiche
tradizioni misogine; prova ne sia che
se da un lato sono statisticamente diminuiti
gli omicidi, dall’altro sono aumentati
i suicidi di quelle che vengono definite
“vergini suicide, ragazze che
si tolgono la vita su pressione della
propria amorevole famiglia.
Almeno così ci raccontano le
fonti di stampa turca.
Anche se da noi i casi di suicidi –
omicidi non sono rarissimi, ma in altri
campi e per motivi differenti !