Il vecchio detto che per noi
italiani non c’è
nulla di più definitivo
del provvisorio non si smentisce
mai, e così di proroga
in proroga passano gli anni
e problemi si accumulanLa maggior
parte delle nostre scuole è
allocata in edifici storici,
o in strutture fabbricate negli
anni 50, quindi prive dei requisiti
minimi per una didattica moderna,
le classi nei casi più
fortunati hanno un area di 20
mq, dove di solito vengono sistemati
13 Banchi, 25 sedie, 1 cattedra,
1 lavagna, 1° armadio e
25 ragazzi costretti a poggiare
gli zaini sul pavimento, il
resto lo lascio all’immaginazione
di tutti noi.Mancano
le palestre e l’educazione
fisica si svolge in ampi saloni
che vagamente vi somigliano,
Mancano le scale di emergenza,
l’impianto anti incendio,
l’impianto elettrico non
è a norma CEE, i vetri
delle finestre esterne non sono
anti sfondamento e qui mi fermo.
Lo sapete cosa succede ogni
estate con le scuole chiuse?
Ve lo dico, viene un incaricato
dell’ufficio tecnico insieme
con un operaio della ditta della
manutenzione e controllano nei
bagni se ci sono cassette che
non funzionano, tapparelle rotte,
maniglie da sistemare e se si
trovano ben disposti, può
scapparci una tinteggiata alle
classi. Per il resto non se
ne parla nemmeno. Come
lavoratore della scuola ho sentito
il bisogno di denunciare lo
stato di insicurezza in cui
vivono giornalmente tutti gli
utenti della scuola e non solo
gli alunni, che sono i primi
fruitori del servizio, ma anche
i genitori i docenti il personale
ATAGli attuali amministratori
devono capire che c’è
un’emergenza scuola ed
agire di conseguenza investendo
risorse per un’edilizia
scolastica a passo con i tempi,
non è più sopportabile
che la stragrande maggioranza
degl’istituti scolastici
(se non tutti) sia fuorilegge.
Emanuele
Della Luna
Del direttivo
provinciale FLC C.G.I.L
Noto;
20 settembre 2006.
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