Mentre
la Camera del lavoro e la CGIL sanità
chiedono ai candidati regionali di tutti gli
schieramenti di assumersi impegni precisi
per risolvere le tante questioni ancora sul
tappeto e mettere gli ospedali di Noto ed
Avola in condizione di offrire un buon servizio
alla collettività, ciliegina sulla
torta, crolla il soffitto in cartongesso di
una sala del nuovissimo pronto soccorso del
Trigona. E’ accaduto ieri mattina quando
parte del soffitto della stanza della caposala,
imbibitosi d’acqua, fuoruscita probabilmente
in seguito alla perforazione di alcune tubature
durante i lavori attualmente in corso nel
reparto di ortopedia, ubicato sopra il padiglione
del
Pronto
Soccorso non ce l’ha fatta a sopportare
il peso ed è crollato insieme ad una
valanga d’acqua, schiantandosi sulla
scrivania ricolma di referti. Fortuna ha voluto
che in quel momento la stanza fosse vuota
evitando danni fisici al personale o nella
migliore delle ipotesi un grosso spavento
ed una poco salutare doccia d’acqua
fredda.
Notevole
lo sconcerto letto sul volto degli operatori
sanitari, primo fra tutti quello della stessa
caposala che, dismesso il camice, per prima
cosa ha trasferito in un luogo asciutto ciò
che restava dei referti e di altro materiale
sanitario completamente zuppi poi ha cominciato
a raccogliere acqua dal pavimento nonostante
continuasse a gocciolare copiosa, mentre il
responsabile del pronto soccorso chiedeva
urgentemente l’intervento dei tecnici.
Che si sia trattato di un incidente che potrebbe
accadere nelle civili abitazioni è
comprensibile; appare invece meno comprensibile
che ciò possa succedere in un ospedale
dove ogni intervento dovrebbe essere fatto
con la
massima attenzione e nel rispetto dei pazienti.
Da alcune notizie raccolte all’interno
del nosocomio invece pare che in questi
giorni il rumore assordante dei martelletti
pneumatici ma soprattutto le sollecitazioni
determinate sulla struttura si facevano
sentire al punto che nella stanza “incidentata”
gli operatori ci stavano lo stretto necessario.
In merito al documento firmato da Santo
Boscarino e Corrado Marziano, si richiama
l’attenzione su alcune carenze “antiche”.
E’ il caso dei reparti di rianimazione
e UTIC attesi da vent’anni, ma c’è
anche la necessità di ambulanze nuove,
di culline per il trasferimento dei prematuri,
di personale per garantire le guardie interne
ai reparti nonché di personale di
ruolo e non precario. “C’è
bisogno di una sala operatoria a Noto per
gli interventi urgenti di chirurgia che
non possono essere trasferiti ad Avola e
di potere disporre del servizio Tac anche
a Noto visto che l’attrezzatura c’è”.