"Sono gli uomini che sbagliano o siamo noi donne nel giusto?". Siusy Blady

 

gli articoli di Cetty Amenta

I politici discutono, l'ospedale crolla
Mentre la Camera del lavoro e la CGIL sanità chiedono ai candidati regionali di tutti gli schieramenti di assumersi impegni precisi per risolvere le tante questioni ancora sul tappeto e mettere gli ospedali di Noto ed Avola in condizione di offrire un buon servizio alla collettività, ciliegina sulla torta, crolla il soffitto in cartongesso di una sala del nuovissimo pronto soccorso del Trigona. E’ accaduto ieri mattina quando parte del soffitto della stanza della caposala, imbibitosi d’acqua, fuoruscita probabilmente in seguito alla perforazione di alcune tubature durante i lavori attualmente in corso nel reparto di ortopedia, ubicato sopra il padiglione del
Pronto Soccorso non ce l’ha fatta a sopportare il peso ed è crollato insieme ad una valanga d’acqua, schiantandosi sulla scrivania ricolma di referti. Fortuna ha voluto che in quel momento la stanza fosse vuota evitando danni fisici al personale o nella migliore delle ipotesi un grosso spavento ed una poco salutare doccia d’acqua fredda.
Notevole lo sconcerto letto sul volto degli operatori sanitari, primo fra tutti quello della stessa caposala che, dismesso il camice, per prima cosa ha trasferito in un luogo asciutto ciò che restava dei referti e di altro materiale sanitario completamente zuppi poi ha cominciato a raccogliere acqua dal pavimento nonostante continuasse a gocciolare copiosa, mentre il responsabile del pronto soccorso chiedeva urgentemente l’intervento dei tecnici. Che si sia trattato di un incidente che potrebbe accadere nelle civili abitazioni è comprensibile; appare invece meno comprensibile che ciò possa succedere in un ospedale dove ogni intervento dovrebbe essere fatto con la
massima attenzione e nel rispetto dei pazienti. Da alcune notizie raccolte all’interno del nosocomio invece pare che in questi giorni il rumore assordante dei martelletti pneumatici ma soprattutto le sollecitazioni determinate sulla struttura si facevano sentire al punto che nella stanza “incidentata” gli operatori ci stavano lo stretto necessario. In merito al documento firmato da Santo Boscarino e Corrado Marziano, si richiama l’attenzione su alcune carenze “antiche”. E’ il caso dei reparti di rianimazione e UTIC attesi da vent’anni, ma c’è anche la necessità di ambulanze nuove, di culline per il trasferimento dei prematuri, di personale per garantire le guardie interne ai reparti nonché di personale di ruolo e non precario. “C’è bisogno di una sala operatoria a Noto per gli interventi urgenti di chirurgia che non possono essere trasferiti ad Avola e di potere disporre del servizio Tac anche a Noto visto che l’attrezzatura c’è”.

 

Noto, 8 aprile 2008

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