"Sono gli uomini che sbagliano o siamo noi donne nel giusto?". Siusy Blady

 

gli articoli di Cetty Amenta

Elezioni provinciali: la città si interroga sui motivi della debacle dei candidati notinesi
A sei giorni dal voto, dopo lo sconcerto iniziale per non essere riuscita ad esprimere nemmeno un consigliere notinese, la Città si interroga sui motivi della debacle. Eppure il “carniere” dei papabili stavolta era molto nutrito. Ben undici candidati, dei quali un consigliere uscente, sparsi nelle varie liste degli schieramenti che facevano capo a Bono e Zappulla. Undici persone, di varia estrazione politica, sociale, culturale, giovani, donne, politici navigati ed alla prima esperienza, “per tutti i gusti” insomma, che avrebbero potuto ben rappresentare i cittadini di
Noto in un momento in cui, stando alle lamentele raccolte un po’ ovunque, si sente l’esigenza di avere delle rappresentanze dirette nei centri vitali del potere in vista dell’auspicato decollo turistico. Cosa non ha funzionato? La domanda è buttata lì agli avventori di un bar del centro molto frequentato, “termometro” del sentire comune, e le risposte, confidenziali, non si fanno
attendere. “A Noto ci lamentiamo 365 giorni l’anno per cinque anni perché non abbiamo rappresentanti notinesi, tranne il giorno del voto, quando la cosa non diventa poi così importante. Siamo fatti così! - sottolinea un signore, sorridendo amareggiato mentre gli altri annuiscono. “ Noto aveva troppi candidati- concordano parecchi – Era logico che nessuno

avrebbe potuto farcela”.

Eppure almeno due degli undici papabili avevano, alla conta dei numeri, delle possibilità concrete! Sarebbe bastato loro qualche centinaio di voti in più in città. Oppure no? “ E’ vero! - interviene un signore mentre l’attenzione aumenta ed il capannello si ingrossa. “Io ho votato per il centro destra e mi sono fatto il sangue marcio quando ho letto i risultati. E’ successo quello che temevo. Per pochi voti i nostri candidati non ce l’hanno fatta. Sarebbe bastato ad esempio che gli elettori del PDLe di Alleanza azzurra avessero dato più fiducia

a Rametta e Prado invece di seminare voti ai candidati forestieri. Oggi avremmo due consiglieri. Il bello è che sicuramente hanno votato per persone che nemmeno conoscono ma che grazie ai politici locali hanno preso centinaia di voti!”. Si fa strada l’immagine di una terra di conquista dove chiunque può trovare terreno fertile se riesce ad ottenere i favori di qualche portatore di voti.“Negli altri comuni però questo non avviene! Lì non c’è spazio per nessuno. D’altra parte- aggiunge un altro- perfino consiglieri
comunali non si sono vergognati a setacciare la città in cerca di voti per i candidati forestieri a danno di quelli notinesi!”

 

Noto, 22 giugno 2008

 

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