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gli
articoli di roberto nastasi
"Un
tuffo nelle acque della carità,
della comprensione e della tolleranza
fra razze, lingue, religioni e culture
diverse"
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| Questo
il giudizio unanime degli spettatori che
hanno assistito nel Cortile dell’ex
Collegio dei Gesuiti, alla proiezione del
film documento “U stessu sangu. Storie
più a sud di Tunisi” di Francesco
Di Martino, Sebastiano Adernò e Corrado
Iuvara che ha curato il montaggio. |
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| E’
stato un momento in controtendenza sul tema
dell’immigrazione, rispetto al pensiero,
purtroppo dominante, in alcuni settori della
politica italiana. Sui viaggi della speranza
trasformati in un vero inferno, si sono
espresse personalità d’estrazione
diversa ma tutte mosse da un’unica
concezione della tolleranza e del rispetto. |
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Ha
condotto la serata il responsabile della Pastorale
giovanile della Diocesi di Noto, don Maurizio
Novello che ha presentato anche il saggio
di Antonello Mangano dal titolo: “Gli
africani salveranno Rosarno e forse anche
l’Italia”, un documento che, insieme
al film dei tre giovani, |
| ha analizzato
in modo puntuale il tema dell’immigrazione
in tutti i suoi aspetti. Prima del film, sono
intervenuti il responsabile della Caritas
Diocesana Maurilio Assenza, il presidente
della rete antirazzista catanese Alfonzo Di
Stefano. “Siamo contenti della posizione
che la chiesa cattolica oggi ha assunto nei
riguardi della politica italiana sull'immigrazione-
dichiarano gli autori del film- Così
come siamo contenti che a Noto Don Maurizio
Novello, un prete davvero illuminato, ci abbia
dato l'opportunità di proiettare il
nostro lavoro, facendosi forte dei valori
di uguaglianza, carità e diritto di
esistere, che sono alla base del concetto
su cui si fonda U stisso sangu”. La
Sicilia ed in particolare la nostra terra
-specifica Ciccio Di Martino- quella che con
una curiosa e corretta indicazione geografica
si definisce “più a Sud di Tunisi”,
è diventata da anni punto di approdo
dei nuovi flussi migratori. Il fatto di essere
stati investiti del compito di rappresentare
una nuova terra di frontiera, non impedisce,
tuttavia, di vivere gli sbarchi e la presenza
sull’isola dei migranti ancora con una
certa dose di stupore e sorpresa”. Gli
autori mettono in guardia dalle generalizzazioni:
“Quando si parla d’immigrazione,
spesso si fa riferimento solo a numeri, a
statistiche, a leggi ed all’attuazione
di misure d’emergenza. Ci si dimentica
che dietro ciascun numero c’è
una persona fatta di sangue e carne, che ha
dei sentimenti, che soffre e gioisce, che
sogna una vita migliore, un lavoro, una casa”.
Infine un invito, anche questo in controtendenza.
“Masterizzate il nostro film e regalatelo
affinché si conosca il dramma dei migranti. |
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GRADITO UN COMMENTO IN PROPOSITO DA INVIARE A:
marioroberto.nastasi@libero.it
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