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libera piazza
e nelle strade della nostra città.
Nelle uggiose serate invernali,
con negozi e bar chiusi, la sua musica era
un dolce richiamo per i pochi frequentatori
del centro cittadino. Nell’angolo
dove si esibiva con accanto un piccolo apparecchio
di amplificazione ed un lettore CD, con
cui riproduceva la base musicale dei pezzi
che rigorosamente eseguiva dal vivo. Brani
famosi di Gershwin, Aznavour, Modugno, Bruno
Martino, Fred Bongusto, Duke Ellington etc.
le eseguiti con una maestria degna di ben
più importanti palchi, costringeva
i passanti a fermarsi. Nelle serate più
affollate d’estate, non era raro vedere
i turisti, eseguire per strada qualche passo
di danza. Veniva chiamato spesso per animare
le feste in circoli e case private. Con
lui non si pattuivano prezzi, anzi c’era
da sostenere una lotta per fargli accettare
quello che riteneva superiore alle sue aspettative.
Suonava veramente solo per passione. Si
sosteneva con la vendita delle cassette
a prezzi irrisori, pur se di ottima qualità.
Da qualche settimana le serate del corso
erano ridiventate silenziose. Mario del
“Pinguino”, amico di Enzo, richiesto
in proposito con voce commossa risponde:
“Enzo è morto, distrutto da
un male terribile, il dottore Arancio che
gli era amico conosce tutta la storia”.
Vincenzo Arancio, noto medico di famiglia,
che alla professione associa un amore straordinario
per la pittura, per la scultura e per la
musica, e che da qualche mese eseguiva brani
al sassofono sotto l’ attenta direzione
di Enzo, riferisce: “In pochi giorni
si è scoperto una male con complicanze
che hanno portato il caro amico, alla fine
il 16 novembre scorso. Era un musicista
eccelso. Io ho ricevuto in dono e mantengo
come reliquie alcune basi musicali. Purtroppo
il comune di Noto che ha beneficiato della
sua musica, e che per manifestazioni insulse
a volte spreca tante risorse, lo ha ricompensato,
a stento, con una bara di legno comune e
con un posto nella nuda terra” Niente
lapidi, né necrologi, né onori
particolari. La dolce musica dei suoi Cd
resterà comunque, la sua vera gloria,
nella certezza: “Come si disse della
tromba di Louis Armstrong, -asserisce Vincenzo
Arancio- anche il sassofono di Enzo, risuonerà
nella valle di Josefat nel giorno del Giudizio” |