"Sono gli uomini che sbagliano o siamo noi donne nel giusto?". Siusy Blady

 

gli articoli di roberto nastasi

Enzo, il misterioso, virtuoso sassofonista del corso Vittorio Emanuele, non ravviverà più con i suoi brani i passanti.

Silenziosamente e repentinamente come è comparso qualche anno fa vicino al monumento dei caduti, è scomparso.
Enzo, in realtà si chiamava Encho Henev, era un musicista bulgaro, emigrato dalla sua patria dopo che la crisi economica aveva distrutto gran parte delle attività artistiche.
In patria infatti egli era stato componente di una nota orchestra di Sofia. Per sua scelta, venuto in Italia, aveva deciso di mostrare la sua straordinaria bravura nella

libera piazza e nelle strade della nostra città.

Nelle uggiose serate invernali, con negozi e bar chiusi, la sua musica era un dolce richiamo per i pochi frequentatori del centro cittadino. Nell’angolo dove si esibiva con accanto un piccolo apparecchio di amplificazione ed un lettore CD, con cui riproduceva la base musicale dei pezzi che rigorosamente eseguiva dal vivo. Brani famosi di Gershwin, Aznavour, Modugno, Bruno Martino, Fred Bongusto, Duke Ellington etc. le eseguiti con una maestria degna di ben più importanti palchi, costringeva i passanti a fermarsi. Nelle serate più affollate d’estate, non era raro vedere i turisti, eseguire per strada qualche passo di danza. Veniva chiamato spesso per animare le feste in circoli e case private. Con lui non si pattuivano prezzi, anzi c’era da sostenere una lotta per fargli accettare quello che riteneva superiore alle sue aspettative. Suonava veramente solo per passione. Si sosteneva con la vendita delle cassette a prezzi irrisori, pur se di ottima qualità. Da qualche settimana le serate del corso erano ridiventate silenziose. Mario del “Pinguino”, amico di Enzo, richiesto in proposito con voce commossa risponde: “Enzo è morto, distrutto da un male terribile, il dottore Arancio che gli era amico conosce tutta la storia”. Vincenzo Arancio, noto medico di famiglia, che alla professione associa un amore straordinario per la pittura, per la scultura e per la musica, e che da qualche mese eseguiva brani al sassofono sotto l’ attenta direzione di Enzo, riferisce: “In pochi giorni si è scoperto una male con complicanze che hanno portato il caro amico, alla fine il 16 novembre scorso. Era un musicista eccelso. Io ho ricevuto in dono e mantengo come reliquie alcune basi musicali. Purtroppo il comune di Noto che ha beneficiato della sua musica, e che per manifestazioni insulse a volte spreca tante risorse, lo ha ricompensato, a stento, con una bara di legno comune e con un posto nella nuda terra” Niente lapidi, né necrologi, né onori particolari. La dolce musica dei suoi Cd resterà comunque, la sua vera gloria, nella certezza: “Come si disse della tromba di Louis Armstrong, -asserisce Vincenzo Arancio- anche il sassofono di Enzo, risuonerà nella valle di Josefat nel giorno del Giudizio”

 

Noto 25 novembre 2009

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